Draghi attacca: «Discutere sull’euro ha creato danni e alzato gli interessi»


Lo scontro con Bruxelles sulla manovra 2019 basata su un aumento del deficit, in una inversione sugli impegni precedenti presi, ha causato problemi pratici. «Un’espansione del bilancio in un Paese ad alto debito diventa molto più complicata se la gente comincia a mettere in dubbio l’euro», ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. «Queste dichiarazioni hanno creato danni reali e ci sono molte prove che lo spread è cresciuto per queste dichiarazioni». Il risultato è che famiglie e imprese «pagano maggiori tassi di interesse sui prestiti».

«L’avvicinarsi della fine del Qe non ha una stretta relazione con l’aumento dello spread. Noi compriamo bond sovrani da tutti i paesi» dell’Eurozona «ma non dalla Grecia i cui titoli non hanno i requisiti per essere acquistati dalla Bce. Eppure ultimamente lo spread tra bond greci e italiani si è ridotto sebbene stiamo comprando titoli italiani», ha aggiunto Draghi. «Questo dimostra che si tratta» di un fenomeno «locale che non dipende dalla fine del Qe».

«Credo si debbano abbassare i toni» prima di tutto. Secondo, «dobbiamo aspettare i fatti. Dobbiamo aspettare come questa manovra viene fuori esattamente». spiega Draghi nella conferenza stampa finale dell’istituto centrale nell’ambito dei meeting annuali di Fmi/Banca mondiale, sulla manovra di bilancio dell’Italia. L’invito ad «abbassare i toni è a tutte le parti, non solo l’Italia, parlando più in generale».

13 ottobre 2018 (modifica il 13 ottobre 2018 | 11:29)

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