Dov’è finito il Milan di febbraio? I rossoneri rischiano l’addio alla Champions


crisi. Va chiamata col suo nome. Quanto profonda, lo si capir a breve: in aprile 6 partite, una delle quali gi andata. Ed andata male. Molto male. Perch il pari con l’Udinese di ieri equivale a una sconfitta, c’ poco da girarci intorno. Serviva vincere, per scacciare i fantasmi dopo le due uscite a cuore consecutive e per riprendere la corsa Champions. Non successo. E stasera la Lazio potrebbe arrivare a -1. Con una partita fra l’altro ancora da giocare.

Andatura da retrocessione

Dietro corrono. Nessuno aspetta. I 50 milioni della Champions fanno gola a tutti. E un punto in 3 partite non basta. Andatura da retrocessione, altro che da quarto posto. Lazio e Atalanta si fregano le mani. Tutto da rifare. Lo scenario per il Milan si fatto inquietante. E la prova che si tratti di una crisi vera sta tutta nell’ammissione di Rino Gattuso a fine partita: “Stiamo giocando con il freno a mano tirato, a livello tecnico e mentale. Siamo molli”. Tutto vero. Ma la domanda questo punto un’altra: cosa successo nell’ultimo mese? Dove finito il Milan di gennaio-febbraio? Quello della grande rimonta? Innanzi tutto la serenit smarrita. La squadra ora ha paura. alta quando deve essere bassa e bassa quando deve essere alta. Perci prende gol dal primo che passa. La difesa, esatto. Sparito l’invalicabile muro di cemento armato d’inizio 2019. Frantumate le certezze, sia di reparto sia di individualit. Ora si prende sempre gol. Ben 6 nelle ultime 4 partite. In calo anche pezzi da novanta come Donnarumma, che fra l’altro si infortunato (flessori) e ora rischia seriamente di saltare la Juventus sabato. Assenza pesantissima. Pesantissima almeno quanto quella, altrettanto probabile, di Lucas Paquet. Anche lui uscito gi nel primo tempo della far con l’Udinese. Distorsione alla caviglia. Ha abbandonato lo stadio in stampelle. Lui, uno dei due simboli della ripartenza rossonera insieme a Piatek, risvegliatosi ieri col gol del vantaggio. A lui il Milan si deve affidare per ripartire. Il sistema con trequartista e due punte a tratti ha funzionato. Ma c’ ancora molto da lavorare. E il tempo stringe.

Gattuso

Gattuso non ha nascosto la sua preoccupazione: Sono preoccupato perch ho visto l’immagine e la distorsione brutta. In pochi giorni il Milan ha perso 5 giocatori. Andrea Conti per affaticamento muscolare, Kessie per un’infiammazione al ginocchio, Suso non entrato nel finale per un pestone al piede ricevuto in allenamento. Il secondo tempo ha smascherato un Diavolo in difficolt per la prima volta anche fisica. Fin qui mai si era acuta l’impressione che i problemi fossero anche di tenuta. Tattici, tecnici, di mentalit, esperienza. M fisici mai. Oggi abbiamo sofferto per la prima volta fisicamente, nel secondo tempo abbiamo fatto fatica quando abbiamo dato campo, sul gol non abbiamo avuto la forza di coprire. Per la prima volta, oggi abbiamo sofferto ha ammesso Rino con la consueta onest. Ma non basta. Occorre individuare una soluzione. Ora, qui. Mancano 8 partite pi la Coppa Italia. Due mesi. Anzi meno. Meglio per concentrarsi step by step, gradino dopo gradino. In aprile Juve, Lazio, Parma, di nuovo Lazio in Coppa Italia, quindi il Torino. L’ora della verit. Il Diavolo si gioca tutto.

3 aprile 2019 (modifica il 3 aprile 2019 | 10:57)

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