Doppio bonus per chi assume al Sud Flat tax, il nodo detrazioni sui mutui


C’ un doppio incentivo per le imprese del Mezzogiorno che assumeranno quest’anno pescando dal bacino, purtroppo ampio, dei disoccupati. Da una parte ci sono le agevolazioni per tutte le aziende, del Nord e del Sud, che mettono sotto contratto chi ha il reddito di cittadinanza, incassando in sostanza gli assegni che sarebbero spettati al loro dipendente. Dall’altro c’ l’azzeramento dei contributi per le aziende, in questo caso solo del Mezzogiorno, che offrono un contratto stabile a chi ha meno di 35 anni ed disoccupato dal almeno 6 mesi, misura prorogata dall’ultima Legge di Bilancio.

il cosiddetto decretone, il provvedimento con il quale il governo ha definito i dettagli del reddito di cittadinanza e di quota 100 per le pensioni, a precisare che le due misure sono compatibili e aggiuntive. Sottolineando che nel caso in cui non ci siano pi contributi da tagliare all’impresa, l’incentivo pu prendere la forma del credito d’imposta, cio di sconto sulle tasse future.

Non l’unica novit che viene fuori da un’attenta lettura dell’ultima versione del provvedimento. Sempre sul reddito di cittadinanza, ad esempio, si legge che non verr distribuita una sola card per ogni famiglia che ha diritto al sussidio. Ma una per ogni componente maggiorenne del nucleo familiare, dividendo per quote la somma dovuta. Non 600 euro su una singola card, per capire. Ma tre card da 200 euro, nel caso ci siano madre, padre e un figlio maggiorenne.

Per definire al meglio questo passaggio servir un decreto dei ministeri del Lavoro e dell’Economia, da approvare entro sei mesi. Un tempo lungo, visto che il reddito di cittadinanza dovrebbe partire ad aprile, mentre le domande che dovranno essere presentate tra poco pi di un mese, a partire dal 6 marzo. Nulla vieta che il decreto possa essere emanato prima della scadenza prevista. Ma l’esperienza dice che raramente questi tempi vengono rispettati. Sul reddito di cittadinanza, bandiera del Movimento 5 Stelle, siamo alla definizione dei dettagli. Mentre sulla Flat tax, cavallo di battaglia della Lega, spunta un problema.

Nella Legge di Bilancio stata introdotta la tassazione fissa al 15% per le partite Iva che hanno un reddito inferiore ai 65 mila euro lordi l’anno. Ma secondo i calcoli di Facile.it i lavoratori autonomi che scelgono il regime forfettario potrebbero finire per perderci. Come mai? In cambio della tassazione fissa al 15%, le partite Iva rinunciano a tutte le agevolazioni fiscali previste per chi paga le tasse in modo normale, cio con le aliquote Irpef che vanno dal 23 al 43%. E quindi non potranno scaricare dalle tasse gli interessi passivi per il mutuo sulla prima casa, le spese mediche, oppure i costi delle ristrutturazioni edilizie o degli interventi per la riqualificazione energetica. Ognuno dovr fare i suoi calcoli. Ma chi negli ultimi anni ha potuto sfruttare al massimo queste agevolazioni potrebbe trovare non conveniente il nuovo meccanismo.

25 gennaio 2019 (modifica il 26 gennaio 2019 | 08:07)

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