Domenica in fabbrica: 50 aziende a porte aperte (e tante sono già sold out)


Saranno 15 mila gli italiani che, grazie all’iniziativa de L’Economia e Italy Post il 25 novembre passeranno una giornata tra macchinari e showroom o laboratori di ricerca – Francesca Gambarini /CorriereTV
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È partita da Milano, negli spazi messi a disposizione da una «fabbrica» cittadina, quella di Fontana Milano 1915, la domenica «porte aperte» di cultura manifatturiera e industriale Open factory . Le aziende partner dell’iniziativa organizzata dall’Economia e Italy Post (Unipol, Nestlé, Eni), hanno raccontato con entusiasmo come le visite, nei loro stabilimenti, siano già sold out a qualche giorno dall’iniziativa.
Se questa prima edizione di Open Factory è un test, accende una spia che conferma tanti altri segnali in arrivo da tante altre realtà dell’Industria Italia. Da un lato c’è un numero crescente di imprenditori e manager, di ogni dimensione e ogni settore, che vuole farsi conoscere sul territorio in cui opera: e lì non c’è pubblicità o spot che tenga, l’unico modo (unico se si scommette sulla trasparenza) è aprire le porte della fabbrica. Dall’altro lato c’è gente, tanta, che vuole conoscere, e decide di passare una domenica pomeriggio dentro uno stabilimento, un laboratorio, un’azienda di consulenza hi tech per capire direttamente che cosa significhi «fare impresa» oggi.
Con Giorgio Quagliuolo, presidente di Conai, si è parlato di una forma diversa, ma non meno importante della trasparenza dell’impresa: la sostenibilità della produzione, declinata in questo caso sul fronte del riciclo degli imballaggi. Proprio per premiare le aziende più virtuose in questo campo, tra cui anche alcune delle imprese che domenica 25 novembre, apriranno le loro porte, come Davines, sono stati consegnati i premi del Bando prevenzione Conai 2018.


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