Di Francisca, da mamma è ancora più forte: vince ad Algeri in Coppa del Mondo


La campionessa ritrovata. Dopo essere diventata mamma e aver affrontato un percorso che altre colleghe – come Valentina Vezzali nel fioretto e la francese Laura Flessel, oggi ministro dello Sport nel governo Macron, nella spada – avevano gi affrontato con successo ma che non n semplice n dalla meta scontata. Elisa Di Francisca, dunque, ancora competitiva al massimo livello dopo che il 30 luglio 2017 era diventata mamma di Ettore e aveva deciso di non affrettare il ritorno in pedana: lo ha dimostrato vincendo, ad Algeri, la prima tappa della nuova stagione della Coppa del mondo dell’arma di punta. Nella finale ha sconfitto la giapponese Azuma (15-11), eccellente protagonista della giornata e autrice, in semifinale, del colpaccio sull’olimpionica Inna Deriglazova. Il successo di Elisa, olimpionica nel 2012 a Londra, coincide con il suo primo rientro sulla scena internazionale dopo la maternit: a livello nazionale si era gi messa alla prova nella tarda primavera, prima nel Trofeo Marta Russo di Roma e poi a Milano negli assoluti. Quindi aveva preferito tornare dietro le quinte e lavorare con calma e dedizione per ritrovare la forma migliore: il risultato quanto di meglio si potesse aspettare, anche se alla vigilia la marchigiana, 35 anni, non aveva nascosto di essere emozionata e un po’ spaventata. “Diciamo pure che me la sto facendo sotto” aveva confidato a qualcuno del giro della Nazionale.

Derby tra mamme azzurre

Ma anche queste paure, che sono solo figlie dell’ “ignoto” che ti accompagna inevitabilmente in un rientro dopo una lunga assenza dall’agonismo, erano destinate a scomparire assalto dopo assalto. Elisa stata perfetta, anche se ha impiegato il giusto tempo per carburare: il primo assalto, contro un’altra giapponese, la Ueno, si risolto solo per 7-6 dopo molte sofferenze. Era la ruggine da togliere e l’operazione riuscita benissimo: out, nell’ordine, la rumena Calugareanu, la cinese Fu, la russa Korobeynikova e poi, in semifinale, l’altra mamma azzurra, Martina Batini a sua volta al rientro dopo che lo scorso maggio aveva dato alla luce Leonardo, primogenito suo e di Matteo Tagliariol, l’olimpionico della spada ai Giochi di Pechino 2008. Anche la toscana andata benissimo e ha confermato di poter riprendere il passo dei giorni migliori: ma il derby tra le due mamme azzurre andato a Elisa con il punteggio di 15-6. La Batini, per si consola con il terzo posto ex aequo con la Deriglazova e pu essere incoraggiata da questo risultato.

La Millenial Favretto

La prova di Algeri ha ribadito l’autorevolezza del nostro fioretto femminile: agli ottavi, infatti, sono approdate anche Martina Favaretto, 17 anni, talento emergente allenato dall’ex olimpionico Mauro Numa, e Alice Volpi, campionessa del mondo in carica. Martina, “millennial” sul cui futuro tutti scommettono, si arresa di misura alla Deriglazova (8-10), mentre Alice ha sperimentato la pericolosit della Batini del nuovo corso. Invece naufragata Arianna Errigo, eliminata nel primo turno dell’eliminazione diretta (i trentaduesimi) dalla polacca Lachman, numero 60 del ranking.

Errigo

Purtroppo questa sembra un’ulteriore conferma della preoccupante deriva che sta prendendo una campionessa che si sta perdendo tra la voglia di primeggiare sia nel fioretto sia nella sciabola. Una ragazza che non riesce a salire pi di tanto nell’arma di taglio e che – cos dicono i fatti – sta rosicchiando il patrimonio messo in cascina nel fioretto. Una ragazza, soprattutto, che lancia messaggi sui social network contro nemici (ancora senza volto, ma facile pensare alla Federazione) che la osteggiano in questo suo progetto che a rigor di logica non sta in piedi. Purtroppo Arianna, oltre a essere testarda di carattere, probabilmente anche mal consigliata. La stagione, certo, solo all’inizio e ci sono tutte le condizioni per recuperare la forma migliore. Ma riteniamo inevitabile e giusto l’aut aut datole dal presidente Scarso, adesso messo anche per iscritto: fino al 31 marzo 2019 la Errigo pu fare quello che crede; ma da aprile, quando comincer la fase di qualificazione per Tokyo 2020, in mancanza di risultati pi che convincenti dovr decidere su quale arma puntare per tentare di qualificarsi ai Giochi. Il doppio binario, insomma, sar escluso, memori anche dell’apologo dell’asino di Buridano, che crep di fame perch non seppe scegliere quale mangiare dei due mucchi di fieno tra i quali si trovava. Una storiella sempre pi vicina alle scelte e alle pedane di chi ha saputo vincere titoli iridati, coppe del mondo e medaglie olimpiche.

Vismara terzo nella spada

Per concludere, una nota anche per la spada maschile, che ha dato il via a Berna alla nuova stagione. Anche qui ci sono buone notizie: Federico Vismara, 21 anni, nome nuovo di un’arma che a livello giovanile sembra stia sfornando ragazzi di alto valore, giunto terzo. E’ il suo primo podio della carriera ed benvenuto anche se c’ un minimo di rimpianto per la mancata qualificazione alla finale: ma gliel’ha negata il giapponese Minobe (15-11 lo score), che si sarebbe poi aggiudicato la vittoria contro l’olandese Verwijlen. Buon segno se il ricambio della squadra comincia a funzionare.

24 novembre 2018 (modifica il 24 novembre 2018 | 19:27)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *