Deutsche e Commerzbank verso la fusione, colloqui esplorativi


Deutsche Bank e Commerzbank rompono gli indugi e avviano colloqui ufficiali per valutare una fusione, per la seconda volta dopo il tentativo del 2016. «Colloqui aperti», precisano i due gruppi, senza certezza sull’esito. La pressione di Berlino per creare un grande gruppo tedesco e far uscire i due istituti da una ristrutturazione che, nonostante gli anni, non ha mai impresso una svolta positiva nel ritorno alla profittabilità, ha avuto successo. Dal punto di vista politico il dossier è seguito dal ministro delle Finanze, Olaf Scholz e dal vice Joerg Kukies. Il governo è coinvolto anche come azionista nella banca guidata da Martin Zielke, dato che ha il 16% di Commerzbank, ottenuto da un precedente salvataggio.

Il ceo di Deutsche Bank, Christian Sewing ha dichiarato che «porterà avanti opzioni che abbiano senso economico». Db-Commerz in Borsa varrebbe 25 miliardi di euro, come Unicredit (26 miliardi), e molto meno di Intesa Sanpaolo (38 miliardi). Il gruppo, secondo gli analisti, necessiterà di 8 miliardi in aumento di capitale o con la cessione di asset come la gestione di fondi Dws (di Deutsche Bank) cui si è detta interessata Allianz. I sindacati temono per i posti di lavoro: la stima è di 30 mila esuberi.


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