Detroit: pick-up e suv a volontà tedeschi non pervenuti


Non tutto il mondo è paese, come si usa dire. In Usa il prezzo della benzina è in discesa e, di questi tempi, è di 70 centesimi di euro al litro. Il risultato non era evidentemente ipotizzabile fino a qualche anno fa e così, a suo tempo, i costruttori americani si sono attrezzati per proporre vetture con costi di gestione più tranquillizzanti. Leggi: berline. Con i prezzi di oggi, invece, al pubblico è tornata la voglia istituzionale di pick-up e suv, che nel 2008 rappresentavano il 48% del mercato, nel 2018 sono saliti al 69% e nel 2025 potrebbero avvicinarsi all’80%.

Risultato: l’industria locale sta presentando a più non posso prodotti funzionali alla nuova tendenza ma si ritrova anche con un eccesso di produzione di modelli poco richiesti (si stimano circa 3 milioni di unità, cioè una volta e mezzo l’intero mercato italiano…). Nell’ultimo triennio questo surplus è stato riciclato nelle flotte e nei noleggi, ma si è trattato di una manovra palliativa e adesso non è più dilazionabile una riconversione industriale che, inevitabilmente, costerà posti di lavoro. E provocherà anche una contrazione del mercato interno, che dai 17,3 milioni di veicoli venduti nel 2018 (quarto miglior risultato della storia del Paese) dovrebbe scendere a 16,8 milioni nel 2019. E nonostante certi stati virtuosi come la California, le auto elettriche rappresentano globalmente solo l’1% del mercato. Il NAIAS (North American International Auto Show) di Detroit, che chiude domenica 27 gennaio, è una vetrina fedele di questa situazione.

Troppi assenti Al NAIAS mancano Audi, Gruppo Bmw, Mercedes, Jaguar Land Rover, Volvo, Tesla, Porsche, Ferrari, Maserati, Lamborghini e non solo. A farla da padrone sono i marchi locali, anche se General Motors, che sta concentrando gli investimenti in un massiccio programma di elettrificazione che darà i suoi frutti tra il 2020 e il 2023, in pratica ha portato solo il suv premium Cadillac XT6. Ford, impegnata in un programma di ristrutturazione che comprende tagli alla produzione, all’occupazione e alle gamme di tutto ciò che non è suv né pick-up, ha portato a Detroit la nuova versione del suv Explorer, disponibile anche con una motorizzazione ibrida che potrebbe aprirle uno sbocco sul mercato europeo, nonostante si tratti di un mezzo «oversize» per le nostre esigenze. Ma sul fronte sportivo non ha voluto venire meno alla sua immagine con la Mustang Shelby GT500 da oltre 700 CV, per la quale non esiste ancora un prezzo ma i 70 mila dollari ipotizzati (61 mila euro) sono straordinariamente pochi per i nostri parametri.

FCA in crescita A stare meglio tra le «big three» è la «nostra» FCA — il cui programma di ristrutturazione di gamme e produzione è in fase più avanzata — che ha chiuso il 2018 con un + 9% sul mercato locale (contro il – 3,5% di Ford e il – 1,6% di GM). A Detroit FCA (leggi intervista a Mike Manley) ha portato il nuovo pick-up 2500 e 3500 del marchio RAM e il Gladiator, ovvero la variante pick-up della Jeep Wrangler. E c’è anche un po’ di Italia, perché nello stand di FCA erano presenti anche 500, 500 X e 124 Spider mentre, separato dal resto, c’è anche uno spazio Alfa Romeo con Giulia, Stelvio e 4C.

Volkswagen, la superstite Il solo brand tedesco presente in forze è la Volkswagen, che presenta la nuova Passat. Si tratta però del modello per il mercato americano — costruito in Tennessee — che ha poco in comune con la prossima generazione del modello europeo (la nona), che farà la sua prima apparizione pubblica al salone di Ginevra (7-17 marzo).

Toyota punta sullo sport Tra le case asiatiche Toyota è l’unica a proporre qualcosa di interessante anche per l’Europa: la coupé Supra, progettata e costruita (in Austria) in joint-venture con la BMW (che firma la spider Z4) arriverà nelle concessionarie dopo l’estate, al prezzo annunciato di 68 mila euro e in quantitativi limitati. È ovviamente un modello molto di nicchia ma che serve al costruttore per consolidare la sua immagine sportiva, anche sull’onda della vittoria all’ultima 24 Ore di LeMans. E, col brand di lusso Lexus, espone la versione convertibile della LC, che ufficialmente è un concept ma andrà sicuramente in produzione e non è da escludere che possa arrivare ad affiancare la coupé anche nel Vecchio Continente

Cattivissima Subaru, futuristica Nissan Tra gli altri brand giapponesi si segnalano Subaru, che rinsalda quell’immagine sportiva volutamente attenuata in Europa con la «cattivissima» WRX STI S209 da 340 CV prodotta in soli 500 esemplari, mentre Nissan e il suo spinoff luxury Infiniti puntano su prototipi elettrici: rispettivamente la berlina sportiva IMs e il suv di classe media QX Insipration Concept. In entrambi i casi vanno tenuti d’occhio i loro concetti stilistici, perché caratterizzeranno i modelli di serie del prossimo futuro.

Lusso Kia, ma non per noi Portabandiera dell’industria coreana è invece la Kia Telluride, un suv grande e lussuoso, dotato di ogni confort, di tanta tecnologia e con un motore a benzina da quasi 300 CV che però – è stato dichiarato ufficialmente – non attraverserà mai l’oceano per arrivare da noi.

22 gennaio 2019 (modifica il 22 gennaio 2019 | 17:12)

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