Design, quest’anno a Milano la parola chiave è «sostenibilità»


Archi scenografici si innalzano all’interno dell’orto botanico di Brera. Li ha progettati lo Studio Carlo Ratti associati con un fungo, il micelio; conclusa la settimana, torneranno alla madre terra come fertilizzante. Un esempio di economia circolare, traguardo ideale ma possibile di un discorso sulla sostenibilit. E’ il tema che pervade la Design Week 2019, sempre pi grande e affollata, sempre pi sotto i riflettori, al punto che ufficiosamente gi partita lo scorso weekend. La questione ambientale la parola-chiave, il mantra. Si va dall’omaggio artistico (alla Statale) ma anche produttivo al legno abbattuto dalla tempesta Vaia lo scorso autunno in Veneto e Trentino, alle proposte che ruotano attorno alla plastica riciclata: la sfida lanciata ai creativi da una sacerdotessa dei design trend, Rossana Orlandi; e la materia di un prototipo di casa d’emergenza, nata dai rifiuti del Po, esposta in Brera. Persino l’installazione Aqua di Marco Balich (da vedere di sera, illuminata) alla conca dell’Incoronata, omaggio al genio di Leonardo a 500 anni dalla morte, pu essere letta come un monito mentre i fiumi del Nord sono in secca.

Forse bisognerebbe cominciare i tour cittadini da una mostra preziosa ospitata alla Triennale (dove inoltre stato appena inaugurato il museo del design), “Broken nature”, curata da Paola Antonelli, alla guida del dipartimento di design e architettura del MoMA: una riflessione senza sconti sul rapporto infranto tra uomo e natura ma allo stesso tempo uno scenario di creativit, unita alla tecnologia, che ci fa nutrire speranze di poter ancora abitare questo pianeta, ridisegnando le nostre societ. Ora la palla passa alle imprese. La sostenibilit un concetto culturale acquisito, da alcuni gi praticato nei processi produttivi. Resta la sfida di traghettare idee, prototipi e pezzi unici nell’industria di serie. Ma qui entrano in gioco altri elementi irrinunciabili: la qualit, l’affidabilit, la bellezza, i veri motori del mercato, i pilastri del made in Italy nel mondo.

La settimana dunque la piattaforma mondiale ideale per approfondire questi temi. Anche nei vari talk cittadini, protagonisti architetti, designer e altri personaggi pubblici (a Casa Corriere l’appuntamento ogni pomeriggio alle 18.30). E la citt si presenta come al solito in modo non scontato, apre palazzi sontuosi e luoghi post industriali, lancia locali e quartieri. Consolidati i distretti di Tortona e di Brera (in via Solferino lungo la facciata del Corriere un’installazione sperimenter le reazioni scientifiche ed emozionali del passaggio in sei stanze di luce), cresciuti Ventura Centrale e l’Isola, la novit il Parenti Art design che ruota attorno al teatro di via Pierlombardo. E alla Bovisa, area periferica che unisce il Politecnico alle botteghe artigiane, si proclama la Repubblica del Design, in nome dell’etica e dell’inclusione sociale. Progettate, progettate, qualcosa rester.


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