Cska-Roma: Dzeko, il Dottor Dzekyll che è garanzia giallorossa in Europa


Viktor Hancarenka, l’allenatore bielorusso del Cska Mosca, ha così paura del Dottor Dzekyll (5 gol in 3 presenze in questa Champions, 2 nella gara di andata contro i russi) che promette che farà marcare il centravanti bosniaco da due suoi giocatori. Il Mister Hyde (2 gol in 990 minuti) è quello del campionato, lontano parente dell’eurobomber. Lui, Edin Dzeko, prova a dare la sua risposta: «Difficile da spiegare. In Champions abbiamo fatto molto bene anche quest’anno, a eccezione di Madrid. Forse perché ci sono poche partite e bisogna dare tutto. In serie A, magari, pensiamo che contro Bologna, Chievo e Spal si possa vincere facile. E invece non è così. Quello italiano è un campionato difficile, tattico, bisogna dare il 100% sempre».

La Roma, per ora, ci è riuscita in poche occasioni. Il 9° posto è il punto più basso dell’era americana. La Champions è una miniera d’oro (84 milioni in cassa nella scorsa stagione, passare agli ottavi ne vale una ventina) ma va conquistata proprio attraverso il campionato: «L’anno scorso abbiamo visto tutti quanto sia bello giocare la Champions e arrivare in semifinale. Si gioca dodici mesi per arrivare in Champions e perciò dobbiamo dare il massimo».

Di Francesco è sembrato molto scocciato per l’autocandidatura di Paulo Sousa alla panchina giallorossa, Dzeko si è infuriato più di una volta in campo in questa stagione controversa: «Nella vita sono sempre buono, avere cattiveria in campo è una cosa diversa. La verità è che non mi piace perdere e per questo sono nervoso. Quando mi infurio, come mi dice il mister, perdo 5-10 minuti in campo ed è vero, ma mi fa bene perché poi sento di avere un’altra forza». In Champions è a 3 gol dal record di Totti, ma dice di non pensarci: «Totti è una leggenda che resterà sempre tale. Non bado ai record, ragiono partita per partita. Se vinciamo contro il Cska passiamo il turno: non penso solo a fare gol, penso a vincere e a fare risultato». Anche un pareggio, vista la classifica, potrebbe andare bene ma non è semplice gestire le partite, tanto più senza De Rossi, rimasto a Roma con un ginocchio malandato.

Di Francesco è tentato da un’idea tattica: Florenzi alto e Santon terzino, come nel derby contro la Lazio. Under, affaticato, va verso la panchina. Ballottaggio tra Kluivert e El Shaarawy, con l’olandese favorito. Chi non trova mai posto è Schick, che Dzeko descrive così: «Ricordo il mio primo anno qui. Lui deve iniziare da se stesso, dare di più in allenamento e in partita. Noi anziani dobbiamo aiutarlo. A volte non ha avuto fortuna, come contro il Frosinone, dove avrebbe potuto segnare e un gol può cambiare tanto». Ma segnare dalla panchina è sempre molto difficile.

6 novembre 2018 (modifica il 6 novembre 2018 | 22:59)

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