CR7 non si ferma più: il duello con Messi farà bene alla Juventus


L’approccio al calcio in Arabia sar ancora naif, ma chiaro anche qui che il successo del pallone italiano ruota tutto attorno a Ronaldo. Grazie soprattutto a lui la Supercoppa stata una festa riuscita e mezzo stadio ha intonato il Siuuu per la sua classica esultanza, dopo il gol che ha steso il Milan. Non c’ solo passione acritica, per, dato che la domanda di un cronista locale a Massimiliano Allegri ha il potere di infastidire l’allenatore della Juve: Cosa succederebbe alla sua squadra se per un motivo qualsiasi dovesse mancare Ronaldo?. Max non usa il traduttore e pensa che il quesito sia riferito solo alla (brutta) partita di mercoled: Con i se e con i ma non si va da nessuna parte: Cristiano sempre decisivo nelle finali e anche stavolta lo stato.

Ma il dubbio lecito (come gli scongiuri), ed riferito al resto della stagione della caccia, che entrata ufficialmente nella sua fase pi importante. Quella in cui le partite pesano il doppio e in cui la volata per essere il migliore di tutti i tempi, si combatte senza esclusione di colpi. E cos, a distanza di pochi giorni, prima Messi ha tagliato il traguardo dei 400 gol nella Liga spagnola, ovviamente un record assoluto. E Cristiano ha risposto con il primo trofeo vinto in Italia, il numero 28 della carriera in 4 paesi diversi, dal 2002 a oggi. E il dibattito sul G.O.A.T (greatest of all times), che al Mondiale non era andato oltre gli ottavi di finale, pu ricominciare in grande stile: due giorni fa, Hazard, stella della Chelsea e del Belgio, ha rilanciato la questione, scatenando un discreto putiferio: I migliori non sono due, ma solo uno. Ed Messi.

Ma l’eterna competizione a distanza tra Cristiano e l’argentino fa solo bene alla Juve, perch da anni la benzina che muove il potente motore di un campione che il 5 febbraio compir 34 anni. E che diventato una macchina perfetta, sembra che per lui l’et non passi mai — come ha sottolineato Rino Gattuso —. Prima faceva show, adesso tutto quello che fa, lo fa con veemenza, per farti male.

Una cosa sicura, al di l del contratto quadriennale che Ronaldo ha firmato con la Juventus: il tempo stringe e Messi ha due anni in meno, per cui pu togliere a CR7 un bel po’ di primati: quello dei gol totali (674 a 640 per Ronaldo), quello dei gol in Champions (122 a 106) o — pi difficilmente — in Nazionale (85 a 65). L’argentino tornato a spingere forte in questa stagione: ha segnato pi di Cristiano (23 a 16, 6-1 in Champions) e ha distribuito pi assist (12-7).

La Juve, come e pi dell’Arabia, stregata da Ronaldo, ma la sensazione — oltre a quella di non poterne fare a meno — quella di non aver visto ancora il meglio. Contro il Milan il portoghese ha nobilitato col gol una prestazione insufficiente, come gli gi accaduto quest’anno: quando giocher meglio e sbaglier meno occasioni da gol, cosa succeder?

La risposta pu arrivare tra un mesetto negli ottavi di Champions, con il ritorno di Ronaldo a Madrid, sul campo dell’Atletico. Nell’attesa Chiellini spiega da capitano cosa la Juve ai tempi di CR7: Come giocatore lui impressionante, per la differenza la fa la sua attitudine fuori dal campo: come prepara le partite, come vive da calciatore 24 ore su 24. Aiuta i compagni a migliorare, anche con me l’ha fatto. Ha cambiato la squadra.

Non facile trovare un ritratto del genere di Messi, che ha pi talento ma meno leadership. Leo in Europa se la vedr col Lione. E anche per lui, dopo tre Champions di fila alzate da Cristiano, la salita appena cominciata: lass in cima, in finale, l’incontro tra i due non c’ mai stato. Per stabilire chi il migliore, sarebbe la soluzione perfetta.

17 gennaio 2019 (modifica il 17 gennaio 2019 | 22:58)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *