Coppa Italia, Inter-Benevento 6-2: i nerazzurri volano (facile) ai quarti


Senza pubblico e senza nessuna fatica l’Inter supera 6-2 il Benevento e guadagna i quarti di finale di Coppa Italia dove trover la Lazio. La pratica gi chiusa dopo appena sette minuti grazie alle reti di Icardi su rigore e Candreva, il sigillo di Dalbert a fine primo tempo serve solo a rendere pi lampante un divario evidente. La doppietta di Lautaro nella ripresa infligge una punizione troppo pesante per l’onorevolissima squadra di Bucchi che trova due volte il gol con Insigne e Bandinelli, per evidenzia il buon stato di forma dell’argentino e regala un’arma in pi a Spalletti per il campionato. San Siro pare una sala prove. Lo stadio vuoto, la musica in sottofondo sembra quella di un’autoradio, gli inni nerazzurri (“C’ solo l’Inter” e “Pazza Inter”) risuonano nel silenzio a basso volume. Sulle tribune non c’ niente e nessuno, pure la lettura delle formazioni un lungo elenco di nomi snocciolato senza ardore, una lista della spesa. Fuori una trentina di tifosi hanno appeso uno striscione di protesta: “Contro il razzismo, contro la violenza, contro punizioni prive di coerenza”.

La prima delle due partite a porte chiuse una festa senza invitati, con non pi di 600 persone tra steward, giornalisti e ospiti delle due societ. Il calcio senza pubblico torna solo pallone, una partitella al parco tra amici, perch in fondo in questo mondo di spettacolo il contenitore vale tanto quanto e forse anche di pi del contenuto. Pagano tutti e non c’ giustizia in una pena cos, solo afflizione e mortificazione. Uno-due La partita finisce ancor prima di iniziare. Spalletti manda in campo Lautaro e Icardi dall’inizio, riproponendo il 4-2-3-1. C’ turnover, soprattutto in difesa. Non sono passati neanche due minuti che Antei stende Candreva, l’arbitro Giua concede il rigore, Icardi trasforma. Il Benevento ha un sussulto con Tello cui capita l’occasione per il pari ribattuta da Padelli. E’ un attimo, perch sull’angolo di Brozovic, ancora Icardi colpisce di testa il palo e sulla respinta Candreva infila il 2-0.

L’atmosfera irreale. Si sentono le voci dei giocatori dal campo, il “toc” secco quando viene calciato il pallone, i fischi nitidi dell’arbitro, il portiere che grida “Mia” su una palla alta: un altro sport. Il razzismo rimasto fuori, con tutto il resto per: la tensione, l’adrenalina, la partecipazione. Il vero momento di ilarit quando parte il messaggio registrato: “Si raccomanda agli spettatori di non lasciare borse e zaini incustoditi”. Non c’ nessuno da controllare. Il Benevento prova a metterci l’anima, va due volte a impensierire Padelli con il vispo Improta. Nel minuto di recupero del primo tempo Dalbert chiude la pratica segnando con un bel sinistro sotto l’incrocio il 3-0 e la sua prima rete in maglia nerazzurra. Il gol di testa di Lautaro, in apertura di ripresa su assist di Perisic, serve all’argentino per farsi notare. Il Benevento per onora il match e il gol lo trova su una punizione di Insigne che sfrutta l’errato posizionamento della barriera da parte di Padelli. Lautaro trova il tempo di firmare il 5-1 e la sua prima doppietta nell’Inter, prima del gol di testa di Bandinelli del 5-2. Nel silenzio di San Siro la voce che si alza pi forte proprio quella di “El Toro” che chiede spazio. L’ultimo sussulto di Candreva: in pieno recupero fissa il punteggio sul 6-2 e chiude anche lui con una doppietta.

13 gennaio 2019 (modifica il 13 gennaio 2019 | 20:17)

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