Consob, le donne nei Cda al 36% ma mancano le ad


Passi avanti sull’equit ai vertici delle aziende quotate. La presenza femminile nei Cda la pi alta nella storia del nostro Paese: le donne oggi pesano per il 36%. Un numero quadruplicato rispetto a otto anni fa per effetto dell’applicazione della Legge Golfo-Mosca sulle quote rosa. Siamo passati da 193 donne nel 2011 a 758 nel 2017. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto della Consob sulla Corporate governance delle societ italiane quotate in Borsa (qui il dossier integrale).

Gli effetti

Un report che ci permette di fare un primo bilancio sugli effetti dell’introduzione delle tanto discusse quote. Ma quali effetti ha avuto l’ingresso femminile nelle stanze dei bottoni di Piazza Affari? La buona notizia che i principali cambiamenti in positivo nelle caratteristiche dei board sono legati proprio all’ingresso delle donne. E’ grazie a loro se abbiamo Cda pi giovani e pi istruiti, il 91% delle donne che siede nei consigli di amministrazione laureata. Alla presenza femminile, spiegano da Consob, associata anche una maggiore diversificazione dei profili professionali. Con vantaggi significativi anche in termini di business.
Le stime evidenziano che la presenza delle donne nei cda incide positivamente sugli affari a patto che superi una soglia critica, oscillante tra il 17 e il 20 per cento.

Cosa manca

Nonostante i progressi storici manca per un effetto a cascata sulle Ceo. Sono ancora poche le manager che arrivano al ruolo di amministratore delegato. La presenza femminile nei Cda non sembra impattare in positivo nemmeno sugli avanzamenti di carriera delle altre lavoratrici in azienda. Come mostrano le tabelle rielaborate da La Voce su dati Consob, anche se aumento le donne al vertice l’effetto sulle altre cariche resta marginale.
Tanto che nella classifica Global Gender Gap Report, pubblicata dal World Economic Forum a fine 2018, l’Italia guadagna qualche posizione ma resta 70esima. Sicuramente serve tempo per vedere gli effetti di una legge cos importante per il mercato del lavoro femminile ma per accelerare il cambiamento diversi economisti hanno suggerito di potenziare la normativa che, ricordiamo, vale per tre mandati e scadr nel 2022. Una delle soluzioni proposte prevede di estendere l’applicazione delle quote, coinvolgere le imprese non quotate e aumentare le soglie.


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