Condotte, 190 milioni per il rilancio «Obiettivo riassetto e poi cessione»


Un prestito da 190 milioni di euro per far ripartire Condotte, il terzo gruppo di costruzioni del Paese, con i suoi 3 mila dipendenti e un debito di due miliardi. Lo erogherebbe il fondo del ministero delle Finanze deputato alle aziende in amministrazione straordinaria. Serve il via libera della Commissione Ue, che entro un mese dovrebbe esprimersi. Si tratta di un prestito-ponte che verrà rimborsato al Tesoro dall’eventuale acquirente che i commissari Matteo Ugetti, Giovanni Bruno e Alberto Dello Strologo — scelti dal ministero dello Sviluppo per la prima volta con un’estrazione a sorte — s’impegnano a trovare alla fine del programma di ristrutturazione, cioè marzo 2019. Racconta Bruno che «queste risorse servono per proseguire i lavori in Italia e all’estero» visto l’alto rischio di risoluzioni contrattuali da parte dei committenti, timore che riguarda anche Astaldi.

È il caso dell’alta velocità ferroviaria algerina dove i commissari sono riusciti a ripristinare il vecchio contratto su un appalto che vale un miliardo. Grazie agli strumenti giuridici della procedura concorsuale i commissari stanno però sciogliendo gli impegni relativi ad alcune commesse in perdita, come la Siracusa-Gela, che hanno portato ad un’inchiesta che ha finito per travolgere anche l’ex presidente del Consiglio di gestione Duccio Astaldi. E «stiamo ripristinando quelle con marginalità positiva al fine di soddisfare le richieste dei creditori», spiega Ugetti. L’urgenza è di «avere liquidità a disposizione per proseguire i lavori dove Condotte è impegnata in un consorzio o in un’associazione temporanea di impresa», ammette Dello Strologo. Hanno ripreso i rapporti con le 32 banche esposte nel complesso per un miliardo, il resto è in carico alla pletora di fornitori.

L’obiettivo è evitare la liquidazione che rischierebbe di far perdere molto anche ai creditori (l’azienda vive di commesse, asset intangibili) e di complicare la vita della miriade di aziende sub-appaltatrici che lavorano su alcune opere strategiche come l’alta velocità Brescia-Verona, il terzo valico ferroviario Milano-Genova, il Mose di Venezia e il tunnel del Brennero. Dice Bruno che sul terzo valico Condotte sta lavorando per non vendere la partecipazione del 31% nel consorzio Cociv, di cui fa parte come azionista di maggioranza Salini-Impregilo. Sul Mose, spiega Bruno, «non si ha attualmente una previsione di sviluppo, l’opera va a rilento perché il finanziamento da 1,5 miliardi è incerto».

Il quadro è complicato dalle analisi costi-benefici che ha chiesto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli su tutte le opere in cui Condotte è esposta. Mentre c’è da registrare qualche rammarico per non aver potuto partecipare alla gara per la realizzazione del nuovo ponte Morandi. Il decreto del governo ha escluso Condotte, che progetta e realizza viadotti in tutto il mondo, perché non poteva presentare le garanzie necessarie. «Avevamo le competenze per farlo», dice Bruno, ma è chiaro che i conti non permettono voli pindarici. «L’altra attività è quella dell’accertamento del passivo perché la contabilità è stata redatta da diversi soggetti e non sono ancora chiari i numeri complessivi», rileva Dello Strologo. All’avvio dell’amministrazione straordinaria si creano nei fatti due società che per semplicità potremmo dividere in bad company — dove confluiscono tutti i debiti verso i creditori, le cui prime udienze al passivo sono previste per il primo marzo 2019 — e la nuova società che riparte da zero teoricamente senza debiti. «Il nostro obiettivo è ristrutturarla al meglio per poi valorizzarla soddisfando i livelli occupazionali e i creditori sociali», puntualizza Bruno. «Le commesse valgono zero se non si completano le opere e anche i pagamenti arrivano solo a determinati stati di avanzamento lavori», ammette Ugetti. Così l’obiettivo è portare a casa più dei 200 milioni di euro che il fondo Oxy-Attestor aveva messo sul tavolo, offerta rifiutata dalla vecchia gestione prima di portare i libri in tribunale.

25 ottobre 2018 (modifica il 25 ottobre 2018 | 16:00)

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