«Con M5S lavoro bene», ma lascia la Lega libera di attaccare –


Il piano del governo è inclinato, la leadership di Luigi Di
Maio indebolita anche per gli attacchi provenienti dall’interno
del Movimento, ma per Matteo Salvini non è questo il momento
per assestare alla coalizione il colpo del ko. Troppo alta la
responsabilità di mandare il Paese all’esercizio
provvisorio e poi, forse, alle urne. O dover magari cedere il passo
a quel governo dei tecnici che un altro Matteo, Renzi, già
pronostica.

Puntellare il traballante vicepremier grillino, sperando di
arrivare alle Europee di maggio, diventa quindi fondamentale per
Salvini che si offre come garante, tranquillizza il collega che con
i suoi lo definisce «terrorizzato dai sondaggi, un po’
come Berlusconi». Il tutto mentre lascia ad altri il compito
di logorare ai fianchi l’alleato lavorando sulle sue
contraddizioni e su quel banale principio di realtà con il
quale Di Maio e i suoi ministri spesso faticano a fare i conti.
Salvo poi scoprire di aver ceduto alla Lega quasi tutti i consensi
raccolti da Roma in su.

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Domenica 4 Novembre 2018, 08:00
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