Con le riforme a singhiozzo meglio la partita Iva che il posto fisso


Che mercato del lavoro si para davanti a noi? La domanda di stretta attualit perch l’azione del governo Conte direttamente o indirettamente ha introdotto varie norme che sono destinate a rimodellare i comportamenti di imprese e persone. Tralasciamo per ora il cosiddetto rilancio dei Centri per l’impiego, legato al reddito di cittadinanza, e proviamo a ragionare sugli effetti che avr il combinato disposto tra la legge Dignit — che entrer in vigore il 1 novembre — e la modifica del regime fiscale delle partite Iva. Intanto va ricordato che siamo ancora nel regime transitorio che va dal 12 agosto al 31 ottobre e quindi si possono ancora stipulare contratti a tempo determinato per 36 mesi, non esiste l’obbligo della causale e il numero di proroghe resta ancora di cinque. Come si pu leggere nella tabella predisposta dal Centro studi Confindustria si tratta di norme a singhiozzo che nel giro di poco tempo sono variate pi volte e non possono che aver trasmesso alle imprese una sensazione di incertezza. Per saperne di pi dobbiamo aspettare met novembre quando affluiranno i primi dati e sar possibile capire come i datori di lavoro avranno reagito e come si sar assestato il segmento dei contratti a termine.

Nel frattempo per ci sar l’effetto-annuncio della flat tax sulle partite Iva che porter la tassazione al 15% per i ricavi sotto i 65 mila euro. Commenta Andrea Montanino, direttore del Centro Studi: Veniamo da una fase caratterizzata dall’introduzione del jobs act che ha portato alla sostituzione delle false partite Iva con contratti a tempo determinato e con una successiva trasformazione di un numero consistente di contratti a termine con impieghi a tempo indeterminato. Ora con la flat tax per le partite Iva facile pensare che si determini un movimento contrario. Vantaggi Il vantaggio fiscale si sposta verso il lavoro autonomo perch nel tetto dei 65 mila euro compreso il 95% dei salari dei lavoratori dipendenti, ma mentre a questi ultimi viene applicata un’aliquota media del 30% per le partite Iva il governo ha scelto quota 15. L’oroscopo del Centro Studi non finisce qui. Penso che il reddito di cittadinanza finir per incentivare il ricorso al lavoro nero. Al Sud la commessa di un supermercato guadagna meno di mille euro, se ne riceve 780 senza far niente e in pi ha tempo liberato per assolvere a qualche lavoretto in nero si genera un effetto perverso. Stiamo andando quindi verso una destrutturazione di un mercato del lavoro gi ampiamente frammentato? Certo — risponde Montanino — a un movimento che andava in direzione della stabilizzazione progressiva dei rapporti di lavoro si sostituisce una tendenza opposta e le partite Iva entreranno in concorrenza con il lavoro dipendente. Non si riflettuto abbastanza su questa novit.

Non molto dissimile l’analisi di Marco Leonardi, del dipartimento economia del Pd ed ex consigliere di palazzo Chigi. Il Jobs Act rischia di essere smantellato senza essere sostituito con un disegno coerente alternativo sostiene. E individua un altro effetto combinato, quello causato dai nuovi limiti sui contratti a termine e dalla sentenza della Consulta sui costi di licenziamento dei contratti a tempo indeterminato: Potrebbe avere un effetto disincentivante verso entrambe queste forme di contratto e favorire la transizione di molti lavoratori dipendenti alla partita Iva. Per ironia della sorte — aggiunge — ci non sarebbe dovuto ad un disegno esplicito ma alla sommatoria totalmente fortuita di tre elementi: 1) una legge Dignit che voleva solo cancellare il Jobs Act ed stata scritta senza la minima attenzione all’efficacia della norma; 2) una sentenza della Corte che voleva restituire piena discrezionalit al giudice ma non ha minimamente tenuto in conto degli effetti sulle nuove assunzioni; 3) la mini flat-tax della Lega che una soluzione di ripiego dato che non poteva permettersi progetti pi ambiziosi per mancanza di fondi. Diventeremo tutti lavoratori autonomi per caso, conclude.

Non la pensa allo stesso modo Bruno Anastasia direttore di Veneto Lavoro: Tutto dipende dall’andamento dell’economia reale. Avremo il rallentamento? E quali conseguenze produrr sull’occupazione? Finora non ci sono segnali tangibili in questa direzione e quindi presto per dire che finita la fase di crescita dei contratti a tempo indeterminato che ha caratterizzato i trimestri precedenti. Anastasia pensa che la legge Dignit avr un impatto limitato (piccoli numeri) e che i contratti a termine siano cresciuti nel recente passato per effetto della chiusura dei voucher e delle richieste di turismo/agricoltura e che successivamente molti contratti a termine siano stati convertiti in impieghi a tempo indeterminato in modo quasi fisiologico. E la flat tax? Veniamo da un lungo ondeggiamento tra guerra alle false partite Iva e incentivi ad aprirle, ora il vantaggio si configura pi netto ma non credo che si invertir la tendenza del calo del lavoro autonomo registrato negli ultimi dieci anni. Per vedere nei numeri Istat i mutamenti devono riguardare 100-200 mila unit, se restano nelle decine di migliaia di fatto scompaiono.

26 ottobre 2018 (modifica il 26 ottobre 2018 | 10:37)

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