Come il computer vede il nostro viso e lo trasforma in quello di una star


Più simmetrico e con una pelle più liscia, senza occhiali o baffi (se li abbiamo) e con lo sguardo dritto verso l’obiettivo. Insomma, un ritratto come quelli che si fanno fare le star di Hollywood. Solo che non è generato da un programma di fotoritocchi, ma da un algoritmo che si basa su una rete neurale. In pratica come il computer vede il nostro viso e lo modifica al meglio. Sappiamo ancora riconoscerci?

Il ritratto da star

Si può provare su Airportraits, il sito lanciato da pochi giorni e che ha già raggiunto i 40 mila utenti in tutto il mondo che hanno voluto sperimentare l’algoritmo creato da due italiani, Mauro Martino, docente alla Northeastern University e direttore del Visual AI Lab dell’Ibm, e Luca Stornaiuolo del Politecnico di Milano. «Il nostro obiettivo era di far provare a chiunque l’esperienza di essere ritratti dall’intelligenza artificiale, per far comprendere come siamo visti e come il nostro volto viene ricostruito», spiega Martino. «È un’esperienza unica perché l’intelligenza artificiale ci restituisce un ritratto con una posa diversa dalla foto. Capiamo che non siamo di fronte a un semplice filtro fotografico e che qualcosa ci sta ridisegnando, ci vediamo diversi e a volte non ci riconosciamo più anche se i nostri amici dicono che c’è qualcosa nel ritratto che ci assomiglia».

Il concetto di identità

Prima di essere lanciato sul web il modello è stato provato su milioni di foto di attrici e attori tramite la rete neurale artificiale che ha immagazzinato tutte le informazioni sui loro lineamenti. «Il risultato è un’immagine che esplora il concetto di identità, creando una tensione tra l’individuo nella foto che cerca di riconoscersi e la collezione di volti provenienti dalla “società dello spettacolo” sedimentati nella rete neurale», prosegue Martino. «Il ritratto generato mi rappresenta? Sono effettivamente io?». Provate.

12 novembre 2018 (modifica il 12 novembre 2018 | 15:59)

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