“Ciascun Paese deve tutelare la stabilità. Basta nazionalismi” –


Davanti ai parlamentari europei runiti a Strasburgo la cancelliera tedesca Angela Merkel parla del futuro del Vecchio Continente.Un discorso che tocca diversi punti fondamentali, dalla sicurezza delle frontiere esterne comuni, alle politiche migratorie e alla Brexit.

Il Regno Unito “è un Paese che lascerà l’Ue. Questa è una ferita profonda. Penso che dobbiamo ringraziare Michel Barnier” (capo del gruppo di lavoro responsabile dei negoziati sulla Brexit) per il lavoro fatto e “dobbiamo applaudirlo tutti per questo”.

“Va tenuta in considerazione – prosegue la Merkel – la stabilità finanziaria che sta alla base della moneta unica, che a sua volta può funzionare solo se ogni Paese rispetta all’interno tale valore e mostra responsabilità”. La cancelliera ha aggiunto che l’Eurozona va tutelata dagli scossoni, ma non ha citato alcun paese in particolare.

Per la cancelliera tedesca era l’ultima occasione di pronunciarsi sulla proposta del presidente francese Emmanuel Macron di un esercito europeo. E la Merkel si è pronunciata in modo chiaro: “Occorre lavorare per poter avere, un giorno, un vero esercito europeo, “che non è contro la Nato, ma un complemento della Nato”.

“Solo una Europa unita abbastanza forte può essere presente sullo scacchiere internazionale per difendere i propri interessi – ha detto la leader tedesca -. I tempi in cui ci potevamo affidare ad altri sono finiti, come europei dobbiamo prendere di più in mano il nostro destino se vogliamo parlare come comunità e come Unione. Secondo la Merkel, “dobbiamo lavorare alla visione per cui un giorno ci possa essere un esercito europeo. Questo mostrerebbe al mondo che tra i paesi europei non ci sarà mai più guerra, Questo non è un esercito conto la Nato, ma un complemento della Nato, si può fare senza mettere in dubbio i rapporti transatlantici. Non c’è nessuna contraddizione in un esercito europeo all’interno della Nato”. “Nazionalismi ed egoismi – prosegue la Merkel – non devono mai più avere la possibilità di risorgere in Europa. La tolleranza e la solidarietà sono il nostro futuro comune”.

Per superare la crisi dei rifugiati e dei migranti “è necessario rinunciare a un pezzettino di sovranità nazionale per poter fare qualcosa in comune. Nella crisi dell’euro – va avanti la cancelliera tedesca – abbiamo dovuto superare tutta una serie di ostacoli per arrivare a una soluzione comune, ma ce l’abbiamo fatta. Sulla crisi dei rifugiati e dei profughi l’Europa non è ancora così unita come avrei voluto”. Secondo la cancelliera “è un tema centrale perché riguarda i nostri rapporti con il nostro vicinato”.

Dopo mesi di tensioni all’interno della coalizione di governo a tre a Berlino e due elezioni regionali che hanno fatto registrare una sconfitta per i partiti conservatori dell’Unione, Cdu e Csu, la Merkel il 29 ottobre scorso ha annunciato che non si ricandiderà alla guida della Cdu e, pertanto, non correrà per un nuovo mandato di cancelliera. La sua esperienza, dunque, volge al termine.

L’intervento della Merkel a Strasburgo avviene nel quadro di una serie di dibattiti che prevedono l’intervento di capi di stato e di governo, per cercare di delineare idee e visioni per l’Europa. Questi eventi si susseguono da inizio anno con l’obiettivo di rafforzare un legame diretto tra governi europei e i parlamentari.


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