Centinaio: «I miliardi per la Flat tax vanno trovati, come per il reddito di cittadinanza»


Centinaio: «I miliardi per la Flat tax vanno trovati, come per il reddito di cittadinanza»
Il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio

Il ministro Gian Marco Centinaio (Lega) ha il privilegio di governare un comparto, quello agricolo, che, controtendenza con l’andamento generale, sta dando in alcuni settori anche segnali di ripresa: «È vero — conferma il responsabile del ministero di via XX settembre —, gli affari che girano intorno al vino, in calo costante da 11 anni, ora stanno di nuovo crescendo. Le esportazioni tirano, non tanto per i volumi quanto per il valore complessivo e questo vuol dire produzione di vino di qualità, proprio sulla scia del nostro principale competitor: la Francia». Esaurito l’entusiasmo per il successo delle le etichette italiane — celebrato al Vinitaly di Verona — Centinaio non si sottrae alle domande relative ai calici, ben più amari, che il M5S sta tentando di somministrare alla Lega.

I grillini azzardano: «Nel 202o stop a quota 100, costa troppo». Lo permetterete?

«Assolutamente no. Anche il reddito di cittadinanza costa molto e nessuno ha detto che bisogna tagliarlo prima del tempo. E poi nel contratto di governo non c’è scritto stop a quota 100 nel 2020».

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ventila che la flat tax potrebbe essere a rischio perché non ci sono fondi, mentre per Matteo Salvini «la riduzione fiscale deve esserci necessariamente nel Def». Però 12 miliardi non sono bruscolini…

«Lo so, 12 miliardi non sono bruscolini. Ma vanno trovati come abbiamo trovato i soldi per il reddito di cittadinanza. La flat tax fa bene al mondo delle imprese».

Alla fine troverete i 23 miliardi per scongiurare l’aumento dell’Iva nel 2020?

«Sono convinto di sì. Salvini ha sempre detto che non cisarà l’aumento dell’Iva».

Ma se la flat tax vale 12 miliardi, sommati ai 23 miliardi di scudo per l’Iva, alla fine fanno 35 miliardi…

«Certo, sarà necessario fare un po’ di sacrifici…».

Sarà perché è difficile far quadrare i conti che il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha detto che non è «interessato al ministero di Tria»? La sua «promozione» al Mef è stata una falsa pista indicata dal M5S per provare a passare alla Lega la paternità della prossima finanziaria lacrime e sangue?

(Centinaio ride prima di rispondere) «Non ho mai sentito dire a Giancarlo Giorgetti che lui era interessato al ministero dell’Economia».

Gli imprenditori sono scontenti del governo: ha senso parlare di un «partito del fare», la Lega, e di un «partito del no», il M5S?

«Il compito della Lega è quello di stare dalla parte degli imprenditori italiani».

«Sinceramente sono un po’ stanco di questi dibattiti alla Bartali o Coppi e Mazzola o Rivera. Al di là della Tav, il nostro Paese ha un estremo bisogno di infrastrutture e quindi con gli amici del ministero delle Infrastrutture…».

Ce l’ha con il ministro Danilo Toninelli?

«Alla squadra delle Infrastrutture chiedo cosa voglia fare, su quali progetti si intende puntare. Qui, oltre all’Alta velocità ferroviaria, servono anche aeroporti e porti all’altezza di un grande Paese».

Lo dice lei che ha voluto anche la delega al Turismo.

«Ecco, il turismo ha bisogno anche di porti in grado di far attraccare le navi da crociera. E dico questo perché soprattutto nel Mezzogiorno i nostri scali marittimi si stanno insabbiando e dunque avrebbero urgente bisogno di interventi straordinari….».

Sull’Ambiente il ministro Sergio Costa dice a Salvini: «Prima di parlare, studia».

«Il ministro Costa può trovare nella Lega interlocutori di livello sui temi ambientali. Se cerca qualcuno che studi i dossier venga da me: potremmo parlare, ad esempio, anche di fauna selvatica che tanti problemi provoca agli allevatori e agli agricoltori».

«Potremmo parlare anche di cinghiali e di nutrie…».

Xylella, il M5S ha fatto una giravolta: da «bufala» a «drammatica ecatombe». Come sono i grillini che si occupano di agricoltura?

«Guardi, io ho due ottimi interlocutori: la sottosegretaria Alessandra Pesce e il presidente della commissione agricoltura della Camera Filippo Gallinella. Anche loro hanno dovuto rendersi conto, con i loro occhi, che la Xylella non è una bufala».

Sarà la mancata attuazione del regionalismo differenziato il detonatore che affonderà il governo?

«L’autonomia si farà. Lo ha ripetuto anche il presidente Conte, qui al Vinitaly, davanti a Zaia. Abbiamo brindato con il prosecco all’Autonomia del Veneto e della Lombardia».

Quanto si può andare avanti con Di Maio e Salvini che si beccano ogni giorno?

«Non vedo l’ora che arrivi il 26 maggio. Perché qui c’è un Paese da governare».


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