Cedacri compra Oasi (da Nexi) per il boom dei bonifici istantanei


Potremmo identificarla come la prima operazione di consolidamento in Italia nel settore dei servizi informatici per le banche. Ad innescarla anche il cambiamento normativo e di processo imposto dalla novit dei pagamenti istantanei, i bonifici online che ormai hanno ormai tempi di latenza immediati tra mittente e destinatario.

A realizzarla Cedacri, uno dei pochi operatori tricolori che compete con i colossi Accenture ed Ibm in questo particolare segmento. La societ — partecipata al 27% da Fondo Strategico (entrata recentemente nel capitale per finanziare operazioni come questa) e per il 73% da un gruppo di istituti tra cui Banca Mediolanum, Unipol Banca, Popolare di Bari e Credem — ha comprato il 100% di Oasi, controllata di Nexi, per un valore di circa 150 milioni di euro. All’asta per l’acquisto ha partecipato anche Cerved sconfitta di misura. Oasi fornisce soluzioni informatiche per l’antiriciclaggio segnalando i movimenti sospetti sui conti alla Banca d’Italia e alla Bce. I software devono essere aggiornati e funzionali ad un immediato riscontro.

Rileva Corrado Sciolla, amministratore delegato di Cedacri, che la societ cos amplia il suo portafoglio clienti. Oasi lavora anche per Intesa Sanpaolo e Unicredit, Banco Bpm e Bper. Una base di milioni di correntisti, con i loro dati e le loro operazioni da dover gestire in tempo reale. La particolarit che Oasi un outsourcing applicativo, lavora per conto terzi (appunto le banche) con un programma proprietario frutto delle competenze informatiche ed ingegneristiche e pu essere un buon contenitore anche in ottica di un’analisi pi qualitativa delle proprie informazioni.

Allo stesso tempo Nexi incassa una somma cospicua che pu usare per realizzare investimenti nei pagamenti digitali, il cuore delle sue attivit. La societ — controllata dai private equity Advent International, Bain Capital e Clessidra — ha annunciato a febbraio scorso di dividersi in due: da una parte, dentro la capogruppo Nexi spa, i servizi che richiedono la licenza bancaria e dall’altra le attivit di pagamento. Questa divisione potrebbe essere anche quotata in Borsa. Nelle settimane scorse si parlato anche dell’ipotesi della costruzione di un campione nazionale dei pagamenti con una possibile fusione tra Nexi e Sia, sotto la regia di Cassa Depositi e Prestiti, azionista rilevante di quest’ultima. Comporterebbe delle sinergie di costo anche per le banche. Si vedr.

22 gennaio 2019 (modifica il 22 gennaio 2019 | 21:10)

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