C’è Milano-Modena, Forum esaurito. Giani: «C’è voglia di volley, ma noi sogniamo il Palalido, il nostro covo»


Modena, Julio Velasco che l’allena e poi Ivan Zaytsev, lo Zar che accende le folle: domani la Milano del volley si metterà il frac, riaprirà il Forum dopo il Mondiale di settembre, saluterà 12 mila persone in tribuna (biglietti bruciati in prevendita) e cercherà di pesare, al cambio dell’Azimut, il valore della Revivre e del suo buon campionato. Per ora i punti di differenza sono 8 — quarti gli emiliani, quinti i milanesi — ma stavolta non è prioritaria la classifica.

Colpisce piuttosto il boom per una partita «normale», non essendo di playoff. «È la prova della “voglia” di pallavolo di Milano, che sta vivendo un’esplosione di vocazioni a livello giovanile» dice Andrea Giani, l’azzurro che studia da grande allenatore. Con la Revivre ha imboccato «un percorso graduale perché gli investimenti e i campioni non fanno la differenza se prima non hai creato una solida struttura alle spalle: lo ha appena dimostrato Perugia». Questa partita, che miscela varie suggestioni, compreso il duello tra lo stesso Giani e quel Velasco che da giocatore ha servito con bravura senza pari, è una sorta di esame intermedio rispetto alla partenza del progetto (un anno fa) e una meta definita all’orizzonte: «Vogliamo diventare stabilmente una squadra d’alto livello. Io conto di rimanere. Ma la Lega volley dovrà risolvere la questione di chi guida pure Nazionali straniere. Io alleno la Germania e non ci rinuncio: l’esperienza fuori Italia è formativa, mi rammarico di non averla fatta da giocatore. Il part-time è un valore: il basket lo prova con Meo Sacchetti».

Milano, l’ambiziosa della rete. «Un consiglio per il presidente Fusaro? Sviluppi ancora di più la struttura societaria: è l’ambiente che crea la gente». Ma intanto la squadra, ancora senza «casa», è costretta a fare slalom tra vari ostacoli, impianti in ritardo (il Palalido dalla ristrutturazione infinita), un «esilio» a Busto Arsizio, sbattimenti in autostrada e un po’ di precarietà nella quotidianità. «I sacrifici condivisi fanno crescere» è il motto di Giani. Però non possono essere eterni. «A fine gennaio avremo la nostra tensostruttura. È un passo in avanti ma non è risolutivo. Siamo destinati a giocare al Palalido, eppure per i playoff abbiamo prenotato il Forum… Non so di chi sia la colpa, ma le verifiche andavano fatte prima. Il Forum è splendido, ma i playoff vorrei disputarli nel Lido, il nostro covo designato».

Forse la spinta per la svolta arriverà anche da questo evento, che a Giani offre altri spunti di discussione. Da Zaytzsev («È giusto che Ivan sia uomo immagine del volley») al ricordo, pensando al Forum, di un Mondiale non felice: «Avevamo tutto per arrivare in finale, ma rispetto ai Giochi di Rio avevamo anche un torneo più lungo e il peso di giocare in casa». E poi c’è la sfida a Velasco. Un derby? «No, non lo è. È solo un confronto di idee: abbiamo punti in comune e, forse, alcune diversità. Ma spesso mi consulto con lui». Quindi il figlio non «ucciderà» il padre? Risata: «Macché, dai: dovrò pensare prima di tutto alla mia squadra. Giulio rimane un esempio: ogni anno modifica il suo schema di lavoro e io ammiro questa contaminazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

11 gennaio 2019 (modifica il 11 gennaio 2019 | 22:47)

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