Caso Kean, Bonucci accetta le accuse di calciatori e giornali: «Sono stato sbrigativo, condanno il razzismo»


«Dopo 24 ore desidero chiarire il mio pensiero. Ieri sera ho parlato alla fine della partita e mi sono espresso in modo evidentemente troppo sbrigativo, che è stato male interpretato su un argomento per il quale non basterebbero ore e per il quale si lotta da anni. Condanno ogni forma di razzismo e discriminazione. Certi atteggiamenti sono sempre ingiustificabili e su questo non ci possono essere fraintendimenti». Leonardo Bonucci si scusa: poche righe per chiudere una giornata decisamente difficile.

Le accuse dei calciatori

Dopo un mercoledì complicato, in cui ha ricevuto accuse da ogni latitudine – da parte di colleghi e di tifosi, dal popolo del web -, il difensore della Juventus fa marcia indietro e prova a far luce sui giudizi espressi sui buu razzisti con cui una parte (per fortuna modesta) del pubblico di Cagliari ha insultato il suo compagno di squadra Moise Kean. “La colpa è al 50 e 50 – aveva detto -: Kean ha sbagliato, la curva ha sbagliato. C’è stato il buu razzista ma Moise sa che quando fa gol deve pensare a esultare con la squadra e basta”. Parole che in molti non hanno apprezzato, innanzitutto diversi colleghi come Sterling del Manchester City (che in carriera ha subito diversi episodi di razzismo), Depay del Lione, Yayà Tourè (“Se fosse mio compagno, gliele suonerei”) e Mario Balotelli, che aveva infatti scritto a Kean un messaggio forte: “Dì a Bonucci che la sua fortuna è che io non c’ero là. Al posto di difenderti che fa questo? Mah, sono scioccato giuro”. Il ragionamento, comune a molti, è che Bonucci non avrebbe difeso a dovere il compagno di squadra. “Il razzismo non è mai 50 e 50” è stato il rimprovero più gettonato.

Le stoccate dei giornali

Diverse stoccate sono arrivate anche dalla stampa straniera. Il New York Times ha ripercorso la vicenda sottolineando come Kean sia stato «criticato da un compagno di squadra, e dal suo allenatore, che lo hanno incolpato di aver provocato» i tifosi avversari. Da Oltremanica, il Guardian ha piazzato l’affondo: «Le parole di Bonucci fanno pensare che sia difficile essere ottimisti sul calcio italiano». E ha aggiunto: “In campo sono accadute scene tristi che sono state aggravate dalle parole di Bonucci. Lasciando in un angolo l’ipocrisia di questo commento da parte di un giocatore che dopo i gol invita a sciacquarsi la bocca, è stato un atto incredibilmente sconsiderato. Bonucci ha detto di non aver sentito ululati prima del gol. Pure se non ce ne fossero stati, da quando la celebrazione giustifica l’abuso razzista?». Troppo, dunque, per Bonucci, per limitarsi al «no al razzismo, indipendentemente da tutto» pubblicato nel pomeriggio, corredato da una foto che lo ritrae abbracciato a Kean mentre giocano con la maglia azzurra della Nazionale. Come primo tentativo di correggere il tiro non era evidentemente sufficiente. Così, in tarda serata, è arrivata la definitiva inversione di rotta. Il difensore sottolinea di essersi «espresso in modo evidentemente troppo sbrigativo», di essere stato «male interpretato su un argomento per il quale non basterebbero ore e per il quale si lotta da anni». Ribadendo con forza la condanna di «ogni forma di razzismo e discriminazione».

4 aprile 2019 (modifica il 4 aprile 2019 | 10:21)

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