Caso diamanti, Banco Bpm: 3.000 clienti già rimborsati. Chiesti danni per 430 milioni


La vicenda diamanti diventa tema chiave all’assemblea di Verona del Banco Bpm, che ha finora ricevuto 430 milioni di euro di richieste di danni da parte dei clienti che hanno comprato le pietre preziose come investimento. Nel corso del 2019 «i reclami» relativi alla vendita di diamanti alla clientela «sono aumentati ma anche le transazioni sono diventate oltre 3 mila a marzo» su 9.499 pratiche istruite, ha detto l’amministratore delegato della banca, Giuseppe Castagna, «e stiamo continuando con grande lena ad effettuare questo tipo di attività con la nostra clientela. La banca

Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm (Imagoeconomica)
Giuseppe Castagna, amministratore delegato di Banco Bpm (Imagoeconomica)

sta agendo in grande trasparenza, disponibilità e buona fede e si pone come obiettivo di ristorare la clientela» ha sottolineato Castagna, ricordando che la vendita di diamanti è stata precedente alla nascita di Banco Bpm e che la banca «ha fatto accantonamenti per 318 milioni» da destinare alla vicenda. «Vogliamo continuare — ha aggiunto — in un lavoro di riconquista della nostra clientela che possa essere stata impattata da una vicenda così dolorosa». Al 31 gennaio 2019, secondo quanto riportato dal bilancio 2018, a Banco Bpm erano pervenuti 13.300 reclami con la richiesta di 430 milioni di euro di danno. A quella data le transazioni chiuse ammontavano a 2.570.

L’assemblea, che si tiene a Verona, vede tra gli azionisti rilevanti, secondo la lettura del libro soci fatta dal presidente Carlo Fratta Pasini, Capital Research con il 5,198% del capitale, Invesco con il 5,123% e Davide Leone & Partners con il 4,63%. All’ingresso dell’assemblea un presidio di una cinquantina risparmiatori e lavoratori sta protestando contro la politica adottata dalla banca nella gestione dei reclami relativi alla vicenda dei diamanti, in cui il gruppo «risulta pesantemente coinvolto». I sindacati chiedono tra l’altro, «piene tutele per i lavoratori», «basta bonus ai manager», e di «rimborsare tutto e subito». «Mentre i gruppi concorrenti (Intesa Sanpaolo, Unicredit e Mps) stanno già da tempo rimborsando integralmente i propri clienti ritirando le pietre, spiegano i sindacati, Banco Bpm offre rimborsi parziali, spesso reputati offensivi dalla clientela». Da qui l’invito «a utilizzare prontamente gli accantonamenti effettuati smontando un contenzioso pericolosissimo», con i sindacati che stigmatizzano la decisione del cda di approvare un piano di incentivazione da 5,1 milioni di euro, che andrebbero utilizzati «per risarcire i danni delle scelte sbagliate del vecchio e del nuovo management».


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