Calcio femminile, aria nuova: famiglie anche in curva per Juve-Fiorentina, così decolla il movimento


Prima fila della Curva sud dell’Allianz Stadium, solitamente covo degli ultrà: una signora con pullover nero e collana di perle, un bimbo con bandierina bianconera, due papà con bambine in braccio, una con la maglietta di Ronaldo, l’altra del vecchio Arturo Vidal. Se è il calcio degli uomini a fabbricare idoli, è quello delle donne a dare il buon esempio, con la magia che è dei grandi giocatori: rendere migliore ciò che sta intorno. E qui, basta dare un’occhiata alle tribune che fanno da scatola alla sfida scudetto del campionato di serie A women, Juventus-Fiorentina. Vinceranno le bianconere — gol della danese Sofie Pedersen, a 7’ dalla fine — ma sarà davvero il trionfo di tutti. Di più, della Juve, che ha creduto in questo fantastico spot, e delle 39.027 persone che si sono ritrovate «per una bella giornata di sport», come riassume la sindaca di Torino, Chiara Appendino. Per una volta, non è un modo di dire, visto che l’aria trasforma pure i cori: «Se saltelli segna la Girelli», intona la Curva, sullo stesso ritmo una volta dedicato a Balotelli, ma con vocaboli meno carini. Da non credere, ammette sorridendo alla fine Rita Guarino, allenatrice juventina: «Quando siamo entrate in campo ci siamo guardate attorno, ci siamo dette: “Ma siamo dentro un cartone animato?”».

È tutto vero, invece, ben oltre la retorica, e la contro-retorica, del «tanto era gratis». Già, rispondevano le famiglie all’ingresso, «ma con questo sole potevamo anche andare a fare una passeggiata al parco del Valentino o in centro». Hanno polverizzato il record italiano di presenze per una partita di calcio femminile, timbrando una data storica. Anche se, ricorda Antonio Cincotta, tecnico della Viola, la missione sarà riuscita quando «lo straordinario diventerà ordinario». Resta un gran giorno, dice Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio: «È stata una grande testimonianza di crescita di quello che è ormai un patrimonio indiscusso del nostro sport. Adesso sogno la qualificazione alle Olimpiadi». Nell’attesa, a giugno, l’Italia avrà il Mondiale in Francia, dovendo però rinunciare a Cecilia Salvai, difensore della Juve uscita in barella per la rottura del crociato del ginocchio sinistro e, alla fine, portata in braccio dalle compagne sotto la Curva. A +4 sulla Fiorentina, con tre giornate da giocare, è una festa scudetto. In fondo a una partita magari giocata non benissimo: «C’era molta emozione, non siamo abituate a 40 mila persone e poi ci giocavamo il titolo», ammetterà Sara Gama, capitano della Juve e della Nazionale. Intorno, c’erano però facce divertite, soprattutto di bambine, e bambine. Compresa Alessia Chiarello, terzino delle giovanili del Toro, ma juventina, come da maglia. Biglietti gratis, va bene, ma quasi lo stesso era successo a Madrid, quando oltre 60 mila tifosi avevano riempito il Wanda Metropolitano per Atletico-Barcellona. Lì, c’era l’ingresso gratuito per gli abbonati e a 5 euro per gli esterni (meno del 40 per cento).

Il look dell’Allianz è quello delle grandi occasioni, tra luci sparate e nomi sui megaschermi, al massimo c’è una nuova hit nella colonna sonora che precede il calcio d’inizio: «I love rock n’roll», con la voce di Joan Jett. Sul prato, domina a lungo la tattica (meglio la Fiorentina), prima dei gol sfiorati da Girelli: due traverse, sempre di testa. Dall’altra parte, legno di Guagni, con gran botta a incrociare. Decisivo è però un doppio errore, sul rettilineo finale: liscio di Agard e, subito dietro, di Durante, in uscita, spalancando la porta alla zuccata di Pedersen, la danese con la bandana, proprio per i colpi di testa. «Tre anni fa ho avuto una commozione cerebrale, e sono stata fuori quasi tutta la stagione». Ora è raggiante, non solo per il gol vincente: «Mai visto un pubblico così e qui in Italia, confronto ad altri Paesi, c’è più rispetto per noi del calcio femminile». A volte, è solo questione di volontà.

24 marzo 2019 (modifica il 24 marzo 2019 | 22:40)

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