Cairo su Mazzarri: «È un leone: fosse per lui, sarebbe partito per Cagliari»


Lo stop precauzionale a Walter Mazzarri, il suo presidente Urbano Cairo lo ha deciso senza pensarci due volte. «Venerdì mi ha chiamato il direttore sportivo Petrachi per dirmi del malore — racconta all’Ansa a Cagliari prima del match alla Sardegna Arena —. Mazzarri era già andato alle Molinette a fare degli esami. Però poi quando mi hanno mandato un messaggio alle 4 dicendomi che gli esami erano andati bene, ma che occorrevano degli approfondimenti, ho chiamato ds e medico e ho detto: va bene che stia meglio e che non ci siano gravi criticità. Ma fermarsi è la cosa più giusta: ho un grande rapporto con lui, ma anche se non lo avessi avuto sarebbe stata la stessa cosa». E Mazzarri? «Lui è uno che pensa soltanto al lavoro, voleva andare in campo la mattina dopo — confessa il presidente del Torino —. E io ho detto: ma siamo impazziti? Fosse stato per lui avrebbe fatto l’allenamento e poi sarebbe partito per Cagliari». Ma il numero della società granata ha detto no. «Mazzarri non ci pensa a queste cose, ma io in quel momento mi sentivo come suo papà. Anche se siamo quasi coetanei. Lui è talmente votato al lavoro, al risultato e al Toro che non ci pensa a queste cose. Mi ha detto: non è niente, sto benissimo. Ma io gli ho risposto: voglio capire perché c’è stato un malore. Adesso per favore ti fermi e vieni in clinica per fare tutti gli esami».

Domenica è stata una buona giornata. «L’ho visto due volte — svela Cairo — a mezzogiorno e alle sette. E stava benissimo. Stamattina ho chiamato il medico per sapere gli esiti degli ulteriori esami. Mi ha dato notizie positive. Ma prima voglio avere il quadro completo di tutto. Diciamo che lui sta benissimo. Mi ha chiesto: ma perché mi ha fatto fermare?». Il futuro? «Vediamo. Potrebbe essere una cosa che si risolve prima del previsto — risponde Cairo a proposito della prognosi dell’allenatore —. Ma non voglio dire nulla, sto aspettando il quadro finale». Possibile cambio? «Ma non scherziamo — taglia il presidente granata sorridendo —, io ho un allenatore che è il top assoluto. Ma anche se non fosse stato il top lo avrei fermato lo stesso. Cerchiamo di capire cosa hai, gli ho detto: non fare l’eroe». E i giocatori come hanno reagito? «Ho parlato alla squadra sabato ma sono tutti molto responsabili. E poi non dico nulla: parlerà il campo».

26 novembre 2018 (modifica il 26 novembre 2018 | 20:38)

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