Bucchi e Gregucci, illusioni letali –


CODA, DISCHETTO LETALE – Il calcio è un attimo che ti cambia la vita. Chiedere a Coda che fallisce il 3º rigore su 8 assegnati a favore dei sanniti e consegna la partita a uno Spezia frastornato e incredulo ma con un Okereke – pomo della discordia e al centro di inchieste giudiziarie e, finalmente, anche federali – ancora letale. E così Bucchi precipita dalla vetta dopo essersi illuso di poter competere per la A diretta. Reduce da due pesantissimi ko consecutivi in trasferta contro Livorno e Cremonese, la strega subisce la 3ª sconfitta di fila e s’infila nel tunnel di una crisi pericolosa che non solo arriva nel momento decisivo della stagione, ma mette in evidenza tutti i patemi profondi dei giallorossi.

BUCCHI E I LIMITI DELLA STREGA – Una questione mentale per una formazione incapace più volte di affermare la propria personalità che c’è e a sprazzi s’intravede, ma senza costanza e continuità, tanto da evaporare alle prime difficoltà che in B non mancano mai. Un limite strutturale che l’integralismo di Bucchi non è riuscito a correggere per imprimere al proprio cammino quell’intensità da grande squadra che il Benevento, evidentemente, ancora non è e chissà se lo diventerà mai. Ogni opportunità sciupata allontana quella Serie A che i tifosi giallorossi immaginavano come un atto scontato e dovuto, ma che così non è stata per nessuno, figuriamoci con un format compresso e con meno gare da giocare. 

LA LOTTA PLAY OFF – La battuta d’arresto con i liguri, intanto, rianima le antagoniste per i play off, obiettivo ora contendibile proprio ai danni di Bucchi nel mirino del Perugia di Nesta, altra protagonista altalenante di un torneo indecifrabile e con un unico vero padrone: il Brescia. Pure quando riposa, Corini fa passi avanti per demeriti altrui. Anche il Verona di Grosso frena. Toccherà a Lecce e Palermo attutire questo pericoloso effetto collaterale. Stellone oggi incrocia il Carpi di Castori in un temibile testacoda, altra sfida apparentemente impari ma pur sempre da giocare. Le motivazioni non mancano a una squadra impelagata nella lotta salvezza che la sconfitta interna del Padova rende ancora più incerta con Bisoli di nuovo all’angolo.

LE ILLUSIONI DI GREGUCCI – Prova a emanciparsi da una condizione di sudditanza il Livorno di Breda che batte una Salernitana tardivamente convincente e obbligata a deporre i residui sogni di gloria nella stagione del Centenario che aveva attratto e illuso Gregucci, al punto di fargli abbandonare la “mission” in Nazionale intrapresa con l’amico Mancini. Agganciato dal Cosenza e avvicinato dall’Ascoli, il tecnico tarantino deve attendere il risultato di Crotone-Lecce per valutare le conseguenze del ko patito all’Ardenza. Allo “Scida” un altro testacoda in cui sarà vietato sbagliare, anche perché l’opportunità di compiere passi avanti, verso il vertice o verso la salvezza, potrebbe rivelarsi in un attimo un’attrazione fatale.


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