Btp Italia, partenza lenta nel primo giorno di offerta Sottoscritti solo 480 milioni


Il bottino del primo giorno deludente. La quattordicesima emissione del Btp Italia, in offerta da ieri fino a gioved, ha raccolto nella prima seduta 481,3 milioni di euro. L’intento del Tesoro incassare tra 7 e 9 miliardi di euro, collocando un titolo indicizzato all’inflazione italiana che avr un rendimento minimo garantito dell’1,45%. L’emissione normalmente destinata ad essere assorbita per met dai risparmiatori, il restante 50% dagli investitori istituzionali (a cui riservata in esclusiva la giornata di gioved).

Assumendo, dunque, una media di 8 miliardi come potenziale incasso, il Tesoro avrebbe dovuto piazzare ieri oltre 1 miliardo di ordini. Un dato in linea con le precedenti emissioni del Btp Italia. A maggio scorso, per esempio, la prima giornata di offerta ha segnato 2,3 miliardi di raccolta, nelle aste del passato l’incasso ha sempre superato quota 1 miliardo (nella quinta edizione il Btp Italia ha registrato il record con oltre 16 miliardi nella seduta di apertura). Da ricordare tuttavia l’eccezione del giugno 2012, con le sottoscrizioni ferme a 218 milioni. Premesso che la prima giornata, in effetti il volume inferiore alle aspettative — spiega Davide Iacovoni, capo della direzione Debito Pubblico del Tesoro — ma va anche detto che sono stati siglati 16 mila contratti. In un contesto del genere significa che tanti piccoli risparmiatori hanno aderito, a venire meno per ora stata la clientela pi facoltosa, quella del private banking e delle gestioni patrimoniali, tipicamente pi sensibile alle dinamiche di mercato.

Resta che ad alimentare le incertezze e le fibrillazioni del mercato concorre la vigilia del pronunciamento, atteso per mercoled, della Commissione Ue sulla manovra del governo. Un giudizio negativo prematuro — spiega Jacopo Ceccatelli, ad di Marzotto sim — Le fila si potranno tirare solo alla fine del collocamento per i privati e per gli istituzionali. Certo se il bilancio fosse quello di un rallentamento importante della domanda di questo titolo, il segnale non sarebbe positivo. Secondo Ceccatelli possibile che la diffusione del dato di raccolta della prima giornata abbia influito in qualche modo sull’allargamento dello spread tra Bund e Btp, che ieri ha chiuso a quota 322 punti. Ma perch un’emissione ben remunerata e finora piuttosto amata dai risparmiatori fatica a decollare? La valutazione sulla cedola proposta (1,45% minimo, passibile di eventuali rialzi alla fine dell’operazione) in linea, se non addirittura sopra, le aspettative del mercato. E la scadenza a 4 anni dovrebbe essere un altro punto a favore del nuovo Btp Italia. Quali sono allora le zavorre? Si possono azzardare due risposte — dice un altro operatore — una ancorata nel prossimo futuro, l’altra al recente passato. Tra due giorni il verdetto della Commissione Ue sulla legge di Bilancio e il rapporto sul debito. Forse non tutti i risparmiatori ragionano aspettando queste informazioni, che invece saranno dirimenti per orientare gli operatori istituzionali, le cui sottoscrizioni si apriranno proprio il giorno dopo il giudizio della Ue.

Il mercato retail, per, sottolinea lo strategist, potrebbero avere mal digerito l’ultima emissione del Btp Italia del maggior scorso. Venduto come sempre a 100 con un minimo garantito pari allo 0,55%, pochi giorni dopo finito nella tempesta dello spread, tanto che ieri valeva 88,35. Chi rester fedele fino alla fine riavr il suo capitale, ma intanto il bilancio negativo.

19 novembre 2018 (modifica il 19 novembre 2018 | 21:49)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *