Brexit, voci di accordo sulle banche. Ma Bruxelles smentisce Londra


C’ o no l’accordo di massima tra Ue e Gran Bretagna su banche e sistema finanziario nel post Brexit? I britannici dicono di s, gli europei smentiscono. La questione non da poco: riguarda l’accesso delle banche londinesi al mercato finanziario dell’Unione, una partita che vale decine di miliardi di euro di fatturati e che sta scompaginando gli equilibri tra istituti, tanto che in molti gi da tempo hanno avviato piani di trasferimento o di rientro da Londra di funzioni, uffici e dipendenti e i vari Paesi – Italia e Francia in testa – si contendono questi professionisti a colpi di esenzioni fiscali, come ha evidenziato ieri il Financial Times in un’inchiesta online. Gi circa 600 banker, secondo la Reuters, avrebbero lasciato Londra e in totale circa 5 mila sono attesi in uscita dalla Gran Bretagna.

stata un’anticipazione del Times ieri a dare l’avvio a questo giallo diplomatico, che nel frattempo ha dato anche la spinta alla sterlina al suo pi rimbalzo quotidiano degli ultimi due mesi, con un euro che vale 0,8813 sterline rispetto a 0,8862 di ieri. Anche se un accordo generale sui rapporti tra Londra e Bruxelles dopo l’addio degli inglesi all’Unione non c’ ancora – deve arrivare entro il 29 marzo prossimo – , quello sulla possibilit delle banche Uk di operare in Europa senza aprire una sede sul continente un punto chiave della trattativa. La conferma del cosiddetto “principio di equivalenza” l’obiettivo cui i britannici puntano, perch salverebbe gran parte della loro industria finanziaria. Basti pensare che a Londra vengono negoziati gran parte dei contratti in derivati utilizzati in Europa.

Il caponegoziatore dell’Unione Europea per Brexit, Michel Barnier, ha smentito per le voci del Times, definendo in un tweet ingannevoli gli articoli usciti in mattinata sulla Brexit e i servizi finanziari. Bisogna tenere a mente – ha aggiunto

Il caponegoziatore dell’Unione Europea per Brexit, Michel Barnier (Afp)
Il caponegoziatore dell’Unione Europea per Brexit, Michel Barnier (Afp)

Barnier – che la Ue pu accordare e ritirare l’equivalenza di certi servizi finanziari in maniera autonoma. In maniera analoga ad altri paesi terzi, la Ue pronta tuttavia ad avviare uno stretto dialogo regolamentare con il Regno Unito nel rispetto dell’autonomia delle due parti.

Intanto un’analisi del Financial Times evidenzia come Francia e Italia si contendano i banchieri allettandoli con sconti fiscali se si trasferiscono nel Paese, a differenza della Germania che non ha avviato trattamenti privilegiati, anche perch forti dell’attrattiva di Francoforte, sede della Bce e capitale finanziaria del Continente. Un banker con 1 milione di euro lordi di stipendio annuo, pari in Gran Bretagna a 542 mila euro, si ritroverebbe in busta paga 772 mila euro se si trasferisse in Italia (per i primi cinque anni) e 732 mila euro se scegliesse la Francia. In Italia in particolare gli espatriati che ritornano hanno uno sconto sulle imposte sul reddito fino al 50% e inoltre una tassa fissa di 100 mila euro per i redditi indipendentemente dal loro ammontare.

1 novembre 2018 (modifica il 1 novembre 2018 | 17:16)

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