Brembo, impianto 4.0 in Cina. Bombassei: «Potremmo scendere sotto il 50%»


Alla cerimonia di inaugurazione a Nanchino di un nuovo stabilimento di freni Brembo Alberto Bombassei annuncia: Vogliamo crescere. Non escludiamo operazioni di acquisizione o fusione a costo di sacrificare il controllo assoluto scendendo sotto il 50% e mantenendo per la gestione. A pochi giorni dalla visita italiana del presidente Xi Jinping il gruppo bergamasco a dimostrare come le relazioni tra Italia e Cina non vanno intese a senso unico e infatti Bombassei ha tagliato oggi il nastro di un moderno impianto 4.0 completamente integrato. Presenti il sottosegretario al Mise Michele Geraci, l’ambasciatore Ettore Sequi, il sindaco di Nanchino Lan Shaomin e il viceministro alla Scienza e alla Tecnologia Xu Nanping. Cento milioni di investimento e 450 addetti, una fabbrica che dovr servire i grandi costruttori auto presenti in Cina, i tedeschi in primis.

Lo sviluppo del paese asiatico non avr pi il ritmo del passato ma resta comunque uno tra i mercati pi promettenti e ci spiega la scelta di Brembo di realizzare quello che diventa il suo terzo impianto cinese, ultimato per altro a tempo di record (solo un anno). Ma oltre alla cronaca di giornata – di per s ricca – a destare attenzione e sar l’intenzione di Bombassei di progettare il raddoppio della taglia del gruppo – nel 2018 il fatturato era stato di 2,6 miliardi – finanziando la crescita con una diluizione del capitale fino a un possibile 30%. Del resto il mondo dell’automotive di fronte a una fase di profondo cambiamento per l’intrecciarsi di problemi legati al calo della domanda di nuove vetture e alla transizione verso l’elettrico, un rimescolamento che richiede ai maggiori player – siano essi costruttori finali o componentisti come Brembo – di diventare pi robusti e presenti sui principali mercati.


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