Brandolini (Utilitalia): servono più impianti anche per l’ambiente, spedire all’estero i rifiuti costa


«Un dato: l’Italia manda in discarica ogni anno 18 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e speciali. Vuol dire che va aumentata la raccolta differenziata ma anche la quota di rifiuti da bruciare nei termovalorizzatori. Quelli esistenti stanno già lavorando a pieno regime, perciò se si vuole chiudere il cerchio dell’economia circolare servono nuovi impianti». Filippo Brandolini è vicepresidente di Utilitalia, l’associazione che riunisce le aziende che operano nei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas, ed è anche il presidente di Herambiente.

Gli inceneritori sono «vintage» come sostiene il vicepremier Luigi Di Maio?

«Rispetto l’opinione del vicepremier ma non sono d’accordo. Allo stato attuale, con le tecnologie attuali, gli inceneritori non sono ancora vintage. La gestione del ciclo dei rifiuti richiede di chiudere il cerchio. È prioritaria la prevenzione, cioè ridurre la produzione dei rifiuti. Il pacchetto sull’economia circolare dell’Unione europea è molto chiaro. Ad esempio dice che chi produce imballaggi deve farsi carico della loro vita, cioè avviarli al riciclo o prevedere il loro smaltimento. Ma anche quando si fa la raccolta differenziata nei casi più virtuosi, resta un 15-20% di rifiuti indifferenziati che finisce in discarica oppure viene bruciato. Il termovalorizzatore però permette di recuperare l’energia dei rifiuti».

La raccolta differenziata consente di eliminare discariche e inceneritori?

«Anche quando si recuperano carta e plastica restano gli scarti del riciclo che vanno smaltiti. In Italia la questione rifiuti non riguarda solo i termovalorizzatori, c’è un problema generale di impiantistica: mancano anche gli impianti per il compostaggio e la digestione anaerobica, per il trattamento dei rifiuti dell’industria pericolosi (che ora esportiamo) e non, per il trattamento della plastica. Serve una strategia nazionale per l’economia circolare. Trasferire i rifiuti ha costi economici e ambientali».

Per il vicepremier Salvini servirebbe un inceneritore in ogni provincia. È d’accordo?

«Sono importanti le economie di scala. Per Utilitalia servono impianti medio grandi che operino su ambiti regionali o interregionali, perché permettono un contenimento dei costi a vantaggio dei cittadini. Sono più efficienti e più competitivi sul mercato dei rifiuti. Gli impianti del Nord Europa sono mediamente più grandi del termovalorizzatore di Brescia, che è il più grande d’Italia».

Qual è il futuro delle ecoballe della Campania?

«Gli inceneritori sono saturi a livello nazionale. Dunque o finiscono in discarica o in impianti all’estero. Ma anche gli inceneritori del centro e Nord Europa sono saturi a causa della ripresa economica che ha portato a una maggiore produzione di rifiuti e al fatto che la Cina non raccoglie più rifiuti di bassa qualità. Non ci sono molte alternative. In prospettiva, il problema per attuare l’economia circolare sarà la capacità impiantistica in generale».

19 novembre 2018 (modifica il 19 novembre 2018 | 22:43)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *