Botte e torture alla compagna nel Casertano per avere la sua pensione d’invalidità –


I carabinieri della Stazione di Mondragone hanno eseguito ieri un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura, a carico di V.V., 47 anni, per i reati aggravati e continuati di maltrattamenti in famiglia e lesione personale. La persona tratta in arresto è ritenuto responsabile di aver maltrattato la compagna convivente, 45enne polacca, invalida, costringendola ad un regime di vita insostenibile, avendola sottoposta reiteratamente ad atti di violenza fisica, morale e psicologica tali da cagionarle sofferenza, paura e disagio, incompatibile con le normali condizioni di vita.

La condotta imputata all’uomo veniva consumata tra il giugno e il settembre scorsi: V.V. spesso era ubriaco e si scatenava in episodi di violenza. In particolare emergeva che l’indagato picchiava la donna, con estrema forza, persino servendosi del bastone treppiedi da lei utilizzato per deambulare, cagionandole in un’occasione, la rottura del femore e diffusi ematomi sul corpo. Lo stesso indagato somministrava alla vittima farmaci per causarne uno stato soporifero, emergendo inoltre condotte crudeli, quale quella verificata nel mese di settembre, allorché la chiudeva fuori casa, sul balcone, in sedia a rotelle, tutto ciò dopo averle rimosso il gesso applicatole in ospedale, proprio in conseguenza della frattura procuratale.

I maltrattamenti venivano scoperti grazie all’intervento di un passante, persona rivelatasi fondamentale, il quale aveva notato la donna sul balcone, avvisando immediatamente i carabinieri che intervenivano sul posto identificando V.V. in evidente stato di alterazione dovuto all’alcol. La donna veniva dunque accompagnata presso l’abitazione della madre, abbandonando il proprio domicilio. Successivamente sporgeva denuncia querela nei confronti del compagno. I successivi accertamenti consentivano di acclarare che l’indagato pretendeva dalla donna la consegna dei 280 euro mensili che percepiva come pensione d’invalidità. Le dichiarazioni della vittima, corroborata da evidenze dichiarative e documentali univoche, hanno consentito dunque di provare i fatti, con applicazione della misura cautelare detentiva. L’iniziativa del passante, testimone al fatto, si è rivelata decisiva e dimostra come la sensibilità, attenzione e solidarietà umana sia fondamentale per l’azione di contrasto dei fenomeni di violenza di genere e domestica. 


Mercoledì 14 Novembre 2018, 13:12
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