Borsa, Milano su del 2,2% e lo spread cala sotto i 300 punti


In una giornata positiva per tutti i listini europei — Parigi +1,5%, Francoforte +1,4%, Londra in rialzo dello 0,4% — Milano chiude in recupero del 2,2%, miglior risultato tra le piazze finanziarie del Vecchio Continente. Contemporaneamente lo spread cala di 9 punti base scendendo dai 305 punti di lunedì ai 297 di martedì sera. A questo livello il rendimento del Btp a 10 anni è del 3,53%.

Ancora critiche da Juncker

Il giorno dopo l’invio a Bruxelles del testo della manovra di finanza pubblica per il 2019 il mercato non sembra dunque temere i contraccolpi dei giudizi negativi sui contenuti dell’intervento rinnovati anche oggi dal presidente della Commissione Ue Jean Claude Junker. «Se accettassimo degli strappi rispetto alle regole europee, in certi Paesi ciò avrebbe come conseguenza che saremmo coperti di insulti e di invettive, perché la Commissione e io stesso siamo accusati da più governi in Europa di essere stati troppo flessibili con l’Italia», aveva dichiarato nel pomeriggio il presidente della Commissione europea.

Ieri sera è giunto il via libera del Consiglio dei ministri al decreto fiscale e alla manovra. Alla fine del consiglio dei ministri il presidente del Consiglio ha reso noto che il Documento programmatico di bilancio, Draft Budgetary Plan, è stato inviato a Bruxelles. La manovra vale 37 miliardi di euro con la conferma di tutte le principali misure (reddito di cittadinanza, quota 100, flax tax per partite Iva).

Corrono gli industriali e le utilities

Giornata da incorniciare per Prysmian (+8,19% a 18,90 euro) dopo che Western Link ha fatto sapere che «ol collegamento è disponibile per essere operativo, con una potenza di trasmissione fino a 2.250 MW dalla Scozia all’Inghilterra e al Galles». Lo scorso settembre Prysmian aveva annunciato che la messa in servizio e il collaudo del collegamento in cavo tra la Scozia e il Galles (WesternLink interconnection, appunto) erano stati temporaneamente interrotti. Sugli scudi anche Ferrari (+6,62% a 105,70 euro) e Salvatore Ferragamo (6,8% a 19,80 euro). E’ inoltre proseguito il recupero di Tim (+2,48 %a 0,51 euro). Tra le big del listino milanese Enel segna un progresso del 3,37% a 4,45 euro. La società ha annunciato di aver stipulato due contratti di share swap con un istituto finanziario, al fine di incrementare del 5% la propria partecipazione nella controllata cilena quotata Enel Americas.

Le banche risentano dell’aumento della tassazione

Il rimbalzo del listino milanese non è bastato a far brillare i titoli del credito. Intesa è salita dell’1,4% e Generali dell’1,2%, Unicredit dello 0,81% mentre Mps ha chiuso in negativo del 2,4% Bper dello 0,86%, Banco Bpm dello 0,69%. Per le banche italiane si prospettano mesi difficili, nonostante i risultati sulla riduzione delle sofferenze (dimezzate dal picco della crisi a 40 miliardi) e il taglio dei costi raggiunti. Nel secondo semestre si avrà l’impatto della crescita dello spread sul portafoglio dei titoli di stato che, valutato a valori di mercato, eroderà il patrimonio oltre al rallentamento dell’attività economica. Se poi il differenziale resterà alto nei mesi successivi allora questo inizierà a traslarsi sui tassi applicati. Ma un altro pericolo, forse maggiore, è quello degli effetti sull’economia dall’aumento della tassazione sulle banche. Una parte dell’aumento sarà infatti passata ai consumatori e clienti finali via aumento delle commissioni mentre è possibile che si verifichi una stretta del credito erogato generando così un «moltiplicatore negativo» per la crescita.

16 ottobre 2018 (modifica il 16 ottobre 2018 | 18:50)

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