Bonus 18 enni resta, ma vale solo per i libri (che sono, sorpresa, i preferiti)


I nuovi 18 enni avranno 500 euro da spendere in cultura. A patto che siano libri. Di carta e digitali. La manovra rivista e corretta tira la cinghia non considerando pi acquistabili con il finanziamento dello Stato concerti, spettacoli, cd e dvd che erano stati inseriti in un secondo momento. per invogliare una partecipazione che stentava a partire. E che ha utilizzato solo una parte dei 290 milioni stanziati. Forse anche a causa del meccanismo: si utilizza una app e ci vuole lo spid, l’identit digitale da chiedere alle Poste o ad altri emittenti autorizzati. Ma davvero la generazione degli smanettoni si ferma davanti ad un codice? Nell’elenco non erano invece mai entrati smartphone e tablet.

La scelta del governo gialloverde, quindi, stringe il campo ma, osservando i numeri che sono stati comunicati nel recente passato, segue la curva del maggiore interesse manifestato. I libri, infatti, vincono la partita. I dati del Ministero dei beni culturali dicono che tra il 2016 e il 2017 circa 600mila persone nate nel 1998 e nel 1999 hanno speso pi di 163 milioni di euro per acquistare libri, musica e biglietti per l’ingresso a concerti, cinema, teatro, eventi culturali e musei. Ma, attenzione: l’80 per cento di questi 163 milioni di euro, quasi 132 milioni, sono stati spesi in libri. Il presidente dell’Associazione Italiana Editori (Aie) Ricardo Franco Levi ha anche sottolineato che il bonus stato utilizzato in massima parte per l’acquisto di libri universitari, spiegando come abbia avuto un ruolo simile ai fondi destinati all’acquisto dei testi scolastici in favore degli alunni delle scuole dell’obbligo. Oltre ai libri per lo studio, hanno avuto successo i fumetti e i romanzi pensati per adolescenti e ragazzi poco pi grandi.

E’ chiaro quindi che il bonus cultura stato importante anche per l’industria culturale e in particolare per l’editoria. Nel 2016 il fatturato totale era stato di 2,561 miliardi di euro. Anche considerando la crescita del mercato degli ultimi anni, una spesa di 132 milioni di euro equivale a circa il 5 per cento dei ricavi dell’editoria italiana. Un Paese, il nostro, dove si legge poco. L’ultimo rapporto di Federculture, presentato in autunno a Milano, certifica che l’esborso in cultura degli italiani resta al di sotto della media europea (8,5%): di meno si spende solo in Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Cipro, Grecia. Quanto ai libri, dopo anni con il segno meno, nel 2017 il numero di chi legge torna finalmente a crescere (in totale dell’1,2%). Che sia l’effetto del bonus ai 18 enni? Diminuiscono per i grandi lettori e, soprattutto, resta il problema della scarsa partecipazione complessiva alle attivit culturali: gli over 25 inattivi, e cio che non vanno al cinema, non visitano un museo, non leggono un libro, sono il 38,8% .

17 dicembre 2018 (modifica il 17 dicembre 2018 | 08:26)

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