Bombardier, corsa per salvare l’impianto di Vado


Cinquecento persone a rischio, oltre 1.200 considerato l’indotto. Uno stabilimento, quello di Vado Ligure, appeso ad un maxi-appalto di dieci treni Frecciarossa 1000. E una nota irrituale del ministero dello Sviluppo che esorta i vertici di Ferrovie dello Stato a «fornire nel più breve tempo possibile delle risposte in merito alle commesse in essere e a quelle future».

C’è apprensione per il futuro dell’impianto italiano della canadese Bombardier che ha appena annunciato 5mila tagli a livello globale a causa di un contesto di mercato diventato più competitivo in virtù della fusione da Alstom e la divisione Mobility di Siemens, sulla quale è in corso un’indagine della Commissione Ue per il rischio di abuso di posizione dominante. In Italia l’attesa è per il piano industriale che sta per presentare Gianfranco Battisti, amministratore delegato di Ferrovie. La manovra ha finito per complicare i piani perché il governo ha deciso di dirottare altrove circa 600 milioni destinati agli investimenti di Ferrovie che ora dovrà compensare con risorse proprie mentre sta lavorando all’operazione di rilancio di Alitalia.

I sindacati sono preoccupati perché potrebbe essere sacrificata proprio quella commessa. A Vado è stata sviluppata l’ingegnerizzazione dei sistemi di controllo e sicurezza, il cuore pulsante dei treni Frecciarossa mentre l’assemblaggio è stato fatto a Pistoia nell’allora AnsaldoBreda ora Hitachi. Il quadro è complicato dal ritardo con cui Bombardier sta esaudendo le richieste di Mercitalia, controllata di Fs, per alcuni locomotori.

22 dicembre 2018 (modifica il 22 dicembre 2018 | 22:07)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/economia.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *