Bologna, ecco il nuovo Dall’Ara: sarà più piccolo, con negozi e hospitality


Un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto del nuovo Dall’Ara con il patron Saputo
Un momento della conferenza stampa di presentazione del progetto del nuovo Dall’Ara con il patron Saputo

Il Bologna ha presentato il Dall’Ara che verrà: 27mila posti, ampliabili a 29mila in determinate occasioni, settori sensibilmente più vicini al campo, tanti comfort e una copertura totale dell’impianto ma ancora tanta incertezza sui tempi dell’opera e sul fatto che la squadra resti o meno a giocare a Bologna durante i lavori. Anzi, in linea di massima di tempi ne parla il chairman Joey Saputo proprio nell’ultima battuta della presentazione: «Speriamo di completare l’opera nel giro di cinque anni e che per allora sia tutto pronto». Di certo l’evento in Terrazza Bernardini ha lasciato aperta più di una questione: «Quando definiremo il partner commerciale dell’opera decideremo, sentendo anche il parere dei tifosi, se la squadra durante i lavori andrà a giocare altrove o resterà a Bologna, cosa che aumenterebbe i costi dell’opera e i tempi di realizzazione di un anno o un anno e mezzo», spiega l’ad del Bologna Fenucci.

Investimento del Comune

Il sindaco Merola
Il sindaco Merola

Sul palco il primo a parlare è stato il sindaco di Bologna Virginio Merola: «Presentiamo un progetto destinato a fare più bella la città e a renderla più attrattiva, è un progetto che valorizza e proietta nel futuro un monumento italiano allo sport. Il Bologna, i suoi giocatori e i suoi tifosi sanno di poter contare su una società seria e competente e su un’amministrazione che vuole accompagnare con convinzione la sfida rossoblù: è il primo giorno di una nuova fase». Il primo cittadino poi dedica una stoccata a chi ha criticato la scelta del Comune di partecipare con trenta milioni di euro alla realizzazione dell’opera, che dovrebbe aggirarsi sui 70 milioni totali: «Chi ha storto il naso sappia che la nostra è stata una scelta conservatrice, senza cementificare altro suolo cittadino, e lungimirante, dato che investiamo e rilanciamo un nostro patrimonio storico dato che lo stadio è dei cittadini».

Mix tra antico e moderno

«È una giornata importante per il Bologna e per la città – ha debuttato il chairman rossoblù Joey Saputo – il Dall’Ara sarà un mix molto riuscito tra antico e moderno, completamente coperto, con nuovi spazi per l’hospitality e l’entertainment rispettando orgoglio e tradizione». L’imprenditore italocanadese ha poi dedicato un pensiero a Renato Dall’Ara («voglio immaginare che anche lui sarebbe contento di celebrare il nuovo volto dello stadio»), poi l’architetto Gino Zavanella che ha curato il restyling ha dato alcune specifiche dell’impianto futuro: «Siamo al lavoro dal 2015, con gli adeguamenti antisismici abbiamo deciso di avvicinare la tribuna al campo, passando dagli attuali 18 metri a 7,5 metri e inglobando anche le panchine. Saranno ancora più avvicinate le curve, che dagli attuali 43 metri di distanza dal campo passeranno a 7,5 metri». L’ultima specifica è dell’ad Fenucci: «Ci saranno un museo, un negozio del club e attività di intrattenimento, ma l’impianto manterrà la sua vocazione sportiva e riqualificheremo l’Antistadio, compresa la pista d’atletica» Un percorso che pare ancora molto lungo, che oggi ha vissuto il suo primo passo.

25 gennaio 2019 (modifica il 25 gennaio 2019 | 17:26)

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