Boeri (Inps): «Divieto di cumulo tra pensione e lavoro per chi esce prima? Difficile da realizzare»


La strada del divieto di cumulo difficile da perseguire. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Tito Boeri, nel corso degli stati generali delle pensioni organizzati a Milano dall’Universit Bocconi e da Deutsche Bank per discutere delle attese modifiche sulle pensioni. Si sta discutendo sempre di pi – ha aggiunto Boeri – di introdurre forme che scoraggino l’andata in pensione, come il divieto di cumulo tra pensione e altri redditi per 5 anni. Questa soluzione ha una serie di problemi ed una cosa molto difficile da attuare.

Con la cosiddetta quota 100 si potrebbe andare in pensione a partire da 62 anni con 38 anni di contributi. Sessantadue pi 38 fa appunto 100. Chi avesse 63 anni dovrebbe comunque avere 38 anni di contributi, salendo a quota 101. E cos via al crescere dell’et. Il divieto di cumulo con i redditi da lavoro disincentiverebbe l’uscita anticipata in pensione. Ma, secondo il presidente dell’Inps, sarebbe difficile da applicare. Soprattutto – ha spiegato Boeri- difficile conciliare il divieto di cumulo con la narrativa con cui si fin qui giustificato questo passo indietro, questa controriforma sulle pensioni, ovvero la necessit di liberare dei posti di lavoro per i giovani. Se si vuole convincere qualcuno – ha concluso – a uscire prima ragionevole presumere di dovergli dare la possibilit di avere qualcosa d’altro. C’ poi la possibilit che chi esce vada nel lavoro nero e cos smetta di contribuire e questo naturalmente sarebbe l’esito peggiore.

27 novembre 2018 (modifica il 27 novembre 2018 | 17:23)

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