Biathlon, Wierer vince ad Anterselva Lisa Vittozzi arriva terza


A nterselva è in delirio per Dorothea Wierer: nessuna atleta italiana aveva mai vinto sulla pista di casa, l’altoatesina, nata e cresciuta a pochi chilometri da qui, ci riesce trionfando per la prima volta nell’inseguimento nella sua carriera.

Farlo con il pettorale giallo di leader della classifica generale rende ancora più straordinario questo risultato. Lisa Vittozzi aveva rotto lo storico tabù tricolore in questo format ad Oberhof, due settimane fa, Doro concede il bis c e sul podio sale anche la sua compagna di squadra, con Laura Dahlmeier che si inserisce tra le due nostre campionesse. Dorothea Wierer sapeva bene che questa sarebbe stata la sua gara. Ha lavorato molto durante la pausa, pagando qualcosa in termini di condizione atletica nei primi appuntamenti di gennaio, ma qui si è presentata di nuovo al top, come dimostra anche il quarto tempo sugli sci, davanti a una fondista come Kaisa Mäkäräinen.

Partiva ottava, ma con i distacchi ridotti maturati nelle sprint era conscia che nell’inseguimento la classifica poteva essere ribaltata. E così è stato. Doro ha cominciato la sua gara con un errore a terra, ma davanti solo Dahlmeier e Hauser trovavano lo zero, così ha continuato la caccia alle posizioni di vertice senza problemi insieme a Lisa Vittozzi ed è insieme, appunto, che con il 100% al tiro nella seconda e nella terza serie si sono presentate in testa al quarto poligono con più di 20 secondi sulla Dahlmeier e le altre ancora più indietro. Qui il trend è continuato: un errore per Wierer, un errore per Dorothea. Così, a fare la differenza, sono stati i tempi di rilascio. Dorothea, come sempre un fulmine al poligono, è passata con 7 secondi di vantaggio su Lisa e sulla Dahlmeier, nella prima parte dell’ultimo giro ha fatto il vuoto e così alla fine ha gestito comodamente trionfando a braccia alzate, mentre la potenza della tedesca impediva la doppietta azzurra e costringeva Lisa Vittozzi ad «accontentarsi» (si fa per dire) del terzo posto.

«Non ero in formissima prima di questa tappa e quindi mi sono dovuta limitare. Questa vittoria – racconta emozionata- vale sicuramente più di tutte ed è per tutta la squadra, perché solo loro sanno quant’è stressante gareggiare in casa, con i pochi momenti liberi che abbiamo. È per gli skimen e allo staff che hanno fatto un buonissimo lavoro, siamo cresciuti tanto negli ultimi anni grazie a loro. Sono sempre andata vicina alla vittoria in casa, con il secondo o il terzo posto, ma non è come arrivare prima allo stadio, davanti a tutti e alla tua famiglia. Quando sono entrata alla penultima salita con 14” secondi di vantaggio lì ho capito che non potevo perdere. Quando sono uscita dal poligono non ero sicura, perché loro erano in due e io da sola. Ho cercato di concentrarmi sul lavoro e non sul risultato. L’altitudine si è sentita, ma vale per tutti. Ora mi godo questo momento, mi è scesa una lacrima quando sono entrata allo stadio, è una situazione nuova, non tutti gli atleti possono viverla. È la vittoria più bella della mia carriera, anche perché come ho detto è la tappa più stressante per tutto lo staff e poi c’era tutta la mia famiglia. Ora c’è la mass start, sicuramente ci giocheremo tutto al poligono come oggi, speriamo ci sia meno vento. Poi andremo in America e con il fuso orario non sarà facile. Coppa del mondo o Mondiali? Non ci ho pensato. Pressione? Sono anni che sono tra le prime in coppa, sono abbastanza abituata».

26 gennaio 2019 (modifica il 26 gennaio 2019 | 17:25)

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