Bialetti, la moka con i baffi a rischio Il ruolo delle cialde nella crisi


Era l’omino con i baffi, Renato Bialetti. Talmente legato alla sua invenzione che nel 2016, quando mor, le sue ceneri furono conservate in una grossa moka. Eppure oggi quell’azienda che ha fatto la storia d’Italia rischia di non esserci pi. La societ di revisione ha infatti dichiarato l’impossibilita di esprimere un giudizio sul bilancio consolidato semestrale. Lo ha comunicato la stessa Bialetti in una nota, indicando che la decisione stata presa in ragione di alcuni elementi di incertezza che possono determinare l’insorgenza di dubbi circa la continuit aziendale della societ. Il comunicato sul sito dell’azienda un susseguirsi di numeri e cifre. Due le pi importanti: al 30 settembre Bialetti Industrie Spa registra una liquidit di 520 mila euro e un indebitamento di 40 milioni. Di cui debiti per stipendi relativi ai dipendenti del gruppo non pagati per 590 mila euro.

Erano gli anni trenta quando Renato Bialetti si fa venire l’idea della moka osservando le donne di Omegna che facevano il bucato sulle rive del lago d’Orta. Suo padre Alfonso aveva fondato nel 1919 un’officina per la fusione e lavorazione dell’alluminio. La svolta arriva proprio con quell’intuizione che porta Renato a progettare e realizzare la moka Bialetti che rivoluzioner il modo di preparare il caff a casa. La sua produzione viene avviata in quello stesso anno, e fino al Dopoguerra rimane a carattere artigianale con 70 mila pezzi prodotti ogni anno. Il cambio di passo fa fare all’azienda il salto necessario che la fa imporre in breve tempo tra i principali produttori italiani di caffettiere. Poi arriva il Carosello e Paul Campani fa nascere l’omino con i baffi cos come lo conosciamo oggi. La famiglia Bialetti uscita dal gruppo da tempo, da quando, negli anni ‘novanta, l’azienda stata ceduta ai Ranzoni di Rondine. Ma il legame con quella moka era rimasto indissolubile. Tuttavia gli anni sono passati anche per l’intramontabile moka e per Bialetti che ha dovuto reggere in tutti questi anni l’onda d’urto creata dal fenomeno delle cialde. Un fenomeno che ha di certo avuto un certo ruolo nella crisi degli ultimi anni, fino ad arrivare ai conti dell’ultimo semestre.

Il gruppo Bialetti ha riportato per una perdita di 15,3 milioni di euro, in peggioramento rispetto al rosso di 1,6 milioni riportato nello stesso periodo un anno prima. I ricavi consolidati nel periodo sono stati pari a 67,3 milioni, in flessione del 12,1% rispetto ai 76,6 milioni del medesimo periodo del 2017. Il risultato – si legge nel comunicato del gruppo – risente principalmente della generale contrazione dei consumi registratasi sul mercato interno ed estero nonch della situazione di tensione finanziaria che ha determinato ritardi nell’approvvigionamento, nella produzione e nelle consegne di prodotti destinati alla vendita sia nel canale retail che nel canale tradizionale, lasciando inevasi significativi quantitativi di ordini di vendita gia’ acquisiti in quest’ultimo canale. Lo scorso 10 ottobre la societ aveva annunciato che il fondo Och-Ziff Capital investir in Bialetti 35 milioni di euro nel contesto di una ristrutturazione del debito.

27 ottobre 2018 (modifica il 27 ottobre 2018 | 15:13)

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