Biaggi, la Ferrari, Pellegrini: quando lo sport insegna a crescere


Quattro giorni, oltre cento eventi fra dibattiti, camp, presentazioni di libri, cinema, teatro. La prima edizione del Festival dello Sport è stata obiettivamente un successone. Di pubblico e di entusiasmo. «E l’anno venturo sarà ancora meglio», ha promesso Gianni Valenti, che della kermesse è direttore scientifico.

L’ultima giornata è stata all’altezza delle altre tre. Grandi nomi, grandi storie. Fra queste, quella dell’ex campione del mondo di motociclismo Max Biaggi. Che si è raccontato a Daniele Dallera, caporedattore Sport del Corriere. Il ricordo della sua forte rivalità con Valentino Rossi è stato fra i momenti più significativi di un incontro intimo, ricco: «Mi è piaciuto quando Vale ha ammesso che gli mancano quegli anni». Dalle moto alle auto. Il Mondiale di Formula 1 è praticamente impossibile per Sebastian Vettel, ma un giorno il pilota tedesco vincerà il titolo con la Ferrari. Ne è convinto il team principal della Scuderia, Maurizio Arrivabene, invitato a parlare della leggenda del Cavallino: «Quando lo sento in cuffia mi sembra di parlare con Schumacher. Anche lui è tedesco, ma è molto italiano dentro. Sono sicuro, per l’impegno che ci mettiamo tutti, che riuscirà a vincere con la Ferrari».

Sogna di vincere ancora anche Federica Pellegrini, la Divina del nuoto. «So che mi aspettano due anni tosti ma ho deciso di continuare a fare la cosa che più mi piace: nuotare», ha confessato la fuoriclasse veneziana al direttore della Gazzetta, Andrea Monti. E ha poi aggiunto: «Per me oggi la felicità più grande è il nuoto, allenarmi, fare la cosa che più mi piace. Nel 2019 ci saranno i Mondiali in Corea e poi l’anno dopo farò la mia quinta olimpiade, a Tokyo. Sarà una preparazione tosta in questi due anni e con il mio allenatore decideremo il da farsi». Tanto basket, poi. E che basket. Al Festival si sono ritrovati i protagonisti dell’Olimpia dei record, quella del grande slam del 1987: Bob McAdoo, Dino Meneghin, Roberto Premier, Riccardo Pittis e Dan Peterson hanno rivissuto la leggenda di quella squadra irripetibile.

Ma sui palchi della città sono saliti molti altri grandi dello sport di ieri e di oggi: gli Abbagnale, l’alpinista Simone Moro, Francesca Schiavone e Roberta Vinci («Portiamo il tennis a scuola»), le tuffatrici Francesca Dallapé e Tania Cagnotto, il nuovo talento della nostra atletica Filippo Tortu. Ognuno a raccontare la propria storia, i propri sogni.

Ma si è anche discusso. Come nel vertice sulla Var, presente anche il designatore Rizzoli. Così Pierluigi Collina, numero uno della commissione arbitri Fifa: «La chiamata agli allenatori? Meglio di no, il calcio non è il basket». Il Festival come il luogo di dibattito, di confronto, di crescita. È così che si migliora. All’anno prossimo, Trento.

14 ottobre 2018 (modifica il 14 ottobre 2018 | 21:44)

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