Bernardeschi: «Spero di diventare un leader di questa Nazionale»


Federico Bernardeschi sta provando a prendersi la Juve mentre l’Italia l’ha già conquistata ed è pronto a diventarne un leader. “Spero che possa succedere. Siamo un bel gruppo, entusiasta e ambizioso. Nelle ultime quattro partite questa Nazionale qualcosa ha fatto vedere. Abbiamo fatto dei passi avanti sul piano del gioco. Ci siamo divertiti e fatto divertire. Ora dobbiamo crescere sul piano dell’esperienza, però la strada è quella giusta per affrontare l’Europeo nel migliore dei modi”.

Tuttocampista

A Bernardeschi la squadra azzurra piace e parecchio: “Ci sono giocatori di qualità oltre la media. Abbiamo tantissimi talenti che vanno aspettati e fatti crescere. E non vanno subito giudicati. Bisogna dare ai giovani il tempo di crescere”. Il gol però resta un problema. Otto nelle prime nove partite della gestione Mancini. “Per le occasioni che creiamo segniamo poco. Però creare è già qualcosa. Stiamo lavorando duro per diventare più prolifici. Ma confesso di non essere preoccupato. Perché siamo forti e di questo ci dobbiamo rendere conto. Un po’ di tempo fa si diceva che non c’erano giovani, ora che ci sono godiamoceli. E’ un grande risultato per l’Italia, per le squadre italiane e per gli allenatori che hanno avuto il coraggio di puntarci”. Leader e simbolo dell’Italia. Bernardeschi è pronto. Ma in quale ruolo? “Sono pronto a tutto. posso fare anche la mezzala, però decide l’allenatore. E poi dipende dalle squadre e dalle necessità. Un conto è la Juve, un altro la Nazionale. A me piacerebbe diventare il tuttocampista azzurro”.

I consigli di Allegri

Bernardeschi è cresciuto tanto alla Juventus sino a diventare decisivo contro l’Atletico Madrid. Un salto di qualità dopo qualche mese in chiaroscuro in cui non sono mancati i rimproveri di Allegri. “Lo scatto è nella testa, è cresciuta la consapevolezza, ma della persona prima che del giocatore. Sono diventato grande. La testa guida tutto e sull’aspetto mentale punterò anche in futuro. Sono solo all’inizio del percorso. Quanto alle difficoltà, sono stato fermo due mesi per infortunio e quando sono tornato non ero al massimo. Quanto ai rimproveri di Allegri, l’allenatore ci gioca su queste cose…”. Non mancano neppure i consigli all’altro Federico, Chiesa, che sta facendo lo stesso percorso e che in estate potrebbe essere al centro di un’asta internazionale. “Il consiglio gliel’ho dato: faccia quello che vuole. Deve essere lui a decidere. Io quando ho lasciato la Fiorentina per la Juventus ho scelto da solo. Le scelte che fai poi te le ritrovi, vale per il calcio e per la vita. Io Chiesa lo vedo cresciuto e maturato e può reggere le pressioni di un’eventuale estate di fuoco. Anzi lo aiuterebbe a diventare più robusto”. Capitolo Juventus. “Martedì abbiamo scritto un pezzo di storia e messo per iscritto il valore della Juve. Ma ora dobbiamo pensare all’Ajax senza distrazioni e dopo, casomai, alle semifinali”. Infine Ronaldo: “Squalifica Champions? E’ folle persino parlarne. E’ stata un’esultanza e credo che la storia si chiuderà qui. Cristiano è tranquillo e lo siamo anche noi. E’ un campione e lo ha dimostrato in tutte le parti del mondo. Se riesci a vederlo con occhio distaccato e non da compagno di squadra da lui impari davvero tante cose”.

19 marzo 2019 (modifica il 19 marzo 2019 | 15:30)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *