Berlusconi nuovo re di Monza. Ritorno al passato con cori e ovazioni


«Silvio Silvio». Il popolo del Brianteo, lontano nei numeri dalle folle di San Siro, acclama Berlusconi che per una notte, dimenticando i sondaggi che danno Forza Italia sotto il 10 per cento, torna ad essere il protagonista assoluto della scena. Come ai tempi belli e pazienza se il centravanti è Cori e non più Shevchenko. «C’è grande emozione per il mio ritorno nel calcio. Il Monza è la squadra di una città importante conosciuta per la Formula 1, rafforzatasi per salire dalla C alla B e magari dalla B alla A» sospira l’ex presidente del Milan, arrivato in compagnia di Licia Ronzulli e atteso da Adriano Galliani e dall’ad di Fininvest Danilo Pellegrino. Bodyguard e consulenti d’immagine si mischiano a tifosi che esibiscono sciarpe con lo slogan «sarà romantico».

Concetto che lo stesso Silvio lascia trapelare. «Abito a 8’ dallo stadio, sono monzese di elezione. E sapete cosa dicono di noi? Quando i monzesi nascono, i padri li buttano sui vetri. Chi scivola giù è finito, chi riesce a restare su si è fatto da solo. I monzesi ne sanno una più del diavolo». Per cominciare Galliani ha mutuato dal Milan il menu del pranzo: pasta in bianco, bresaola e crostata. L’obiettivo resta ambizioso. «Vorremmo costruire una società modello» spiega il patron che nei prossimi giorni a Villa Gernetto riceverà i giocatori. «L’idea è una squadra di giovani, italiani, rispettosi delle regole».

Quindi ribadisce il no a barbe, orecchini, tatuaggi. «Spero che il Monza possa rappresentare un’eccezione in questo calcio», spingendo «ragazzi educati» ad avere «comportamenti leali con gli avversari» diventando «un esempio». Glissa sulla possibilità di giocare il derby fra due anni con il Milan. «Non è un sogno, sono rossonero dalla nascita ma ho detto sì a questo progetto per dar vita a un nuovo modo di essere dei giocatori. Il Milan di Gattuso non mi piace, io insisto per Suso seconda punta. Kakà? Vuole restare vicino ai bambini». Il nuovo pubblico gli ha chiesto selfie e lo ha omaggiato con uno striscione. «Benvenuto Silvio, come Augusto hai preso una società di solidi mattoni, ora trasformalA in marmo». Prima della partita è sceso negli spogliatoi per il discorso motivazionale. «Chi ci crede combatte. Chi ci crede supera tutti gli ostacoli. Chi ci crede vince. Quindi credeteci, andate in campo e vincete con almeno tre gol di scarto». La partita con la Triestina è finita 1-1 ma che meraviglia sentirsi ancora giovani.

14 ottobre 2018 (modifica il 14 ottobre 2018 | 23:24)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




http://xml2.corriereobjects.it/rss/sport.xml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *