Battaglia tra navi russe e ucraine, Kiev invoca la legge marziale –


l governo di Kiev si è riunito d’urgenza per chiedere al Parlamento di dichiarare la legge marziale. Le forze armate russe hanno confermato l’incidente di ieri, in cui sono stati sparati colpi di cannone, e anche il sequestro di tre navi ucraine da parte della Russia: si tratta di due unità militari cannoniere e un rimorchiatore.

Durante la riunione del Consiglio nazionale di sicurezza e difesa, il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha annunciato che oggi chiederà al parlamento di dichiarare la legge marziale, precisando che questo però non significa «una dichiarazione di guerra».

«L’Ucraina non ha in programma di fare la guerra a nessuno», ha assicurato il presidente Poroshenko, citato da Bbc. Il ministero della difesa di Kiev ha tuttavia reso noto di aver diramato l’ordine di mettere le forze armate in stato di allerta operativa. Poroshenko ha definito gli atti di Mosca «non provocati e folli».

PROTESTE E SCONTRI A KIEV

Proteste e scontri sono scoppiati durante la notte a Kiev in seguito al confronto navale di ieri con la Russia nel Mar Nero. Centinaia di manifestanti – rilevano i media internazionali, fra cui Bbc – si sono riuniti sotto l’ambasciata russa e hanno dato fuoco ad auto, fra cui un veicolo diplomatico.

NAVI SEQUESTRATE

Le tre imbarcazioni militari ucraine che hanno violato il confine russo e sono state fermate nel Mar Nero verranno consegnate al Porto di Kerch. Ad annunciarlo, confermando lo scontro che si è consumato tra il Mar Nero e il Mare di Azov, in corrispondenza dello Stretto di Kerch è stato Anton Lozovoy, ufficiale della Direzione per la Crimea del servizio di intelligence di Mosca FSB, erede del Kgb.

«Tutte e tre le navi sono state messe in stato di arresto e vengono consegnate ora al porto di Kerch». Stando a Lozovoy, i tre militari ucraini rimasti feriti in modo non grave sono stati medicati. Confermando il fermo e il sequestro delle navi ucraine nonché il ricorso alla forza delle armi, l’agenzia russa ha ricostruito come segue – riporta la Tass – quanto avvenuto: «Le imbarcazioni ucraine Berdyansk, Nikopol e Yany Kapu, che hanno violato il confine russo domenica mattina, hanno fatto un altro tentativo di svolgere attività illegali in acque territoriali russe alle 19 ora di Mosca del 25 novembre».

LE ACCUSE DI MOSCA

«Non hanno risposto alle legittime richieste delle imbarcazioni russe della Guardia costiera e di frontiera del FSB che le scortavano di fermarsi ed hanno compiuto manovre pericolose». «Per costringerle a fermarsi sono state usate le armi».

Il servizio di intelligence russo ha quindi fatto presente che l’Ucraina è a conoscenza delle procedure necessarie per il passaggio di imbarcazioni militari attraverso il canale di Kerch. La direzione per la Crimea del servizio di intelligence russo ha anche parlato di altre due navi militari ucraine salpate da Berdyansk per raggiungere le tre imbarcazioni. Le due navi hanno però fatto marcia indietro.

«Prima di prendere decisioni tanto pericolose ed irresponsabili, la leadership di Kiev avrebbe dovuto pensare alle possibili conseguenze per le sue azioni». Mosca parla infine di prove inconfutabili dell’uso da parte ucraina della marina militare per mettere in scena provocazioni nel Mar Nero. Prove che verranno presto rese pubbliche, promette.


https://www.youchannel.org/feed/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *