Battaglia tra le app, lo smartphone da meditazione


In palio c’ un bottino che fa gola: 1,2 miliardi di dollari. Tanto vale, secondo le stime degli esperti della societ di analisi Marketdata Enterprises, il mercato mondiale della meditazione. Nel calcolo entrano workshop, lezioni, libri ma anche corsi da seguire online e app dedicate. Come Headspace e Calm, le applicazioni leader del settore, gi in guerra per accaparrarsi la fetta pi grande del business. Che sta vivendo un piccolo boom: secondo Marketdata Enterprises il mercato destinato a crescere.

Headspace stata fondata nel 2010 dagli inglesi Richard Pierson e Andy Puddicombe. Sono il braccio e la mente della societ: Pierson l’amministratore delegato, Puddicombe l’ex monaco buddista, formatosi tra India, Nepal, Myanmar, Thailandia, Australia e Russia, ora insegnante di meditazione, che ha portato le sue tecniche nel mondo digitale. L’idea nata dalle sue lezioni: all’inizio Headspace doveva essere una societ per l’organizzazione di eventi legati al mondo della meditazione, ma molti partecipanti chiedevano di poter continuare l’esperienza anche a casa propria. Cos nacque l’applicazione, dove oggi possibile sia praticare la meditazione che tenersi informati sul tema, grazie a video e articoli di approfondimento. Ci sono programmi personalizzati per gestire lo stress e l’ansia, ma anche corsi virtuali per dormire meglio, fare fitness, migliorare la produttivit al lavoro. L’abbonamento annuale costa 71,88 euro e consente l’accesso illimitato ai servizi offerti. Grazie a diversi round di finanziamento, finora ha raccolto 75 milioni di dollari, nei suoi uffici lavorano 230 persone.

Calm invece stata lanciata due anni pi tardi, nel 2012, dall’inglese Michael Acton Smith. Dietro non c’ nessuna figura che ricordi Puddicombe: qui gli utenti possono scegliere diversi insegnanti e sperimentare quindi tecniche differenti. Pi che per la meditazione, gli iscritti utilizzano l’app per rilassarsi. La societ ha infatti rivelato che circa met degli iscritti la usa per il sonno. Dettaglio che ha spinto la startup a inventarsi dei servizi ad hoc, per esempio le storie della buonanotte lette da attori famosi (tra questi c’ anche Matthew McConaughey, premio Oscar nel 2013 ) e le playlist musicali dedicate al relax pre sonno. L’abbonamento annuale pi conveniente rispetto alla rivale: 52,64 euro all’anno. C’ anche la possibilit di sottoscriverne uno a vita, al costo di 263 dollari. In cinque anni la societ ha raccolto 28 milioni grazie ai round di finanziamento, meno della met della rivale. E ha anche uno staff molto meno nutrito: conta infatti solo 40 dipendenti. Per nel 2017 stata incoronata app dell’anno da Apple e l’improvvisa notoriet le ha fatto fare il grande salto: oggi Calm fattura 50,7 milioni contro i 34,3 di Headspace.

Entrambe sono state scaricate pi di 38 milioni di volte. Insieme rappresentano l’85% del giro d’affari generato dalle dieci app pi scaricate per il settore della meditazione, che conta oltre duemila nuovi servizi lanciati negli ultimi tre anni. Se Calm ha allargato il campo offrendo servizi diversi, Headspace per crescere punta alle imprese, stringendo partnership mirate. Secondo gli studi del Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie, il numero degli adulti che medita sta aumentando cos tanto che entro i prossimi due anni superer quello di quanti praticano yoga. Le aziende hanno fiutato il business e sempre pi societ propongono servizi di questo tipo ai propri impiegati nella speranza di aumentarne la produttivit e ridurne lo stress.

Un sondaggio realizzato dal National Business Group on health and fidelity investments sulle imprese americane ha evidenziato che il 22% di quelle coinvolte nella ricerca aveva gi iniziato a offrire seminari per la meditazione nel 2016 e un altro 21% contava di farlo l’anno successivo. Nell’ultimo anno e mezzo, infatti, Headspace ha segnato accordi con circa 300 societ per portare i suoi servizi nel pacchetto dei bonus aziendali legati alla salute e al benessere. Tra queste ci sono big del tech come Adobe e LinkedIn ma anche pesi massimi che con la Silicon Valley non hanno nulla a che fare, come la multinazionale dell’alimentazione Unilever. Calm non rimasta a guardare e ha gi stretto accordi con altre grosse aziende, come Samsung e American Airlines. Nell’ottica del servizio clienti, per: i video che la startup produrr per la compagnia aerea non sono riservati agli impiegati ma sono pensati per rilassare i clienti in volo.

28 dicembre 2018 (modifica il 28 dicembre 2018 | 08:27)

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