Basket, Moretti junior primo italiano alle finali Ncaa (anticamera dell’Nba)


Ha vinto anche un piccolo derby made in Italy contro Riccardo Fois, viceallenatore di Gonzaga. Ma soprattutto, adesso può festeggiare un evento storico: Davide Moretti, 21 anni da poco compiuti, figlio di Paolo, ex azzurro e vincitore di scudetti e coppe, è il primo italiano della storia a centrare le Final Four della Ncaa.
La platea del basket universitario, che tanti preferiscono addirittura a quello della Nba per l’atmosfera che è capace di creare, accoglie così questo figlio d’arte che ha deciso di sviluppare la sua dimensione cestistica (e di studente) alla Texas Tech di Lubbock: 75-69 nella partita delle Elite Eight che ha promosso i texani nel confronto con l’università di Spokane. Davide è stato decisivo: solo due punti nel primo tempo, ma ben 10 nel secondo con due triple fondamentali nei minuti conclusivi e soprattutto con due tiri liberi che a 11 secondi dalla sirena hanno sigillato il successo.

Protagonista della March Madness

La March Madness, la «follia di marzo» che per un mese abbondante ha visto incontri su incontri per stabilire le migliori quattro, avrà il suo epilogo dal 6 all’8 aprile a Minneapolis (qualificata anche Virginia, le altre due ammesse usciranno dalle sfide Duke-Michigan State e Auburn-Kentucky) e sarà bello vedere all’opera questo ragazzo di 190 centimetri, una guardia tiratrice che può anche adattarsi alla regia, che ha costruito sull’insoddisfazione la sua grande crescita. «Non sono mai soddisfatto della persona che sono, sia dentro che fuori dal campo. Cerco di migliorarmi sempre. Non vado mai a letto col dubbio di non essere migliorato almeno di un 1% rispetto al giorno precedente»: così aveva dichiarato, a gennaio, in un’intervista al magazine della Ncaa. Forse adesso può dire di esserci riuscito, anche se il progetto che ha ritagliato su se stesso prevede ulteriori passi in avanti per arrivare a capire, al di là dello studio e del trovare anche all’uomo una dimensione nella vita, se mai potrà avere una chance nella Nba.

Nba o Europa?

Diversamente sarà l’Europa ad accoglierlo di nuovo, dopo che l’Italia ha dato il là alla sua carriera: prima alla Stella Azzurra Roma, poi nella Pistoia in cui era allenato dal padre (e dove Paolo dovrebbe tornare a giorni, essendo libero a causa dell’esclusione di Siena dalla LegaDue e nel momento in cui la OriOra ha congedato Alessandro Ramagli) e infine a Treviso. Due anni fa era già stato vicino al traguardo delle Final Four, ma proprio al livello delle Elite Eight i ragazzi del Texas erano stati fermati da Villanova. Stavolta, invece, è andata diversamente e per la Texas Tech è pure un momento da incorniciare perché mai era riuscita a centrare l’appuntamento che dovrà stabilire la squadra campione.

Filosofie opposte

Erano di fronte due filosofie opposte del basket: l’attacco esplosivo di Gonzaga e la ferrea difesa texana. TTU è stata bravissima ad arginare i rivali, tenendoli di 19 punti sotto la loro media stagionale (88 a gara) e costringendoli al 42.4% dal campo e al 27% da tre punti. Ha patito anche il talento di Rui Hachimura (autore comunque di 22 punti) e sono state ingabbiate sia la fisicità di Brandon Clarke (18+12 rimbalzi per la prossima prima scelta della Nba) sia l’esperienza di Josh Perkins (16 punti nella sua ultima gara di college). Davide, davanti agli occhi del padre, della madre e del fratello minore, è stato decisivo con due triple (una per il +5 a 3”49 dalla fine, l’altra per il +6 a 1”50) in un momento in cui i compagni rinunciavano a colpire dalla grande distanza. Quindi, con freddezza glaciale, ha riscattato due palle perse nell’ultimo minuto di gioco segnando i liberi del +4 a 12 secondi dal termine.

Italia in festa

L’Italia festeggia lui ma anche, in fondo, Riccardo Fois (nel 2017 assistente in Nazionale di Ettore Messina e oggi consulente della Federbasket per l’universo Ncaa): due anni fa Riccardo arrivava alle Final Four (perdendo però la sfida per il titolo); oggi non sarà dispiaciuto di sapere che un cestista italiano ce l’ha fatta a rompere un muro storico.

31 marzo 2019 (modifica il 31 marzo 2019 | 10:49)

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