Basket, il gesto dell’allenatore che allontana dal campo la sua squadra per protesta contro i genitori ultrà


Se ne giocano ogni domenica, di partite cos, nelle palestre di tutta Italia. Di Kobe Bryant in campo magari non ce ne sono, ma in compenso ci sono tanti ragazzini che inseguono un pallone, litigano con il canestro, fanno sport e imparano a stare in un gruppo. Ci sono piccoli arbitri che provano a tenere insieme il tutto. E poi in tribuna ci sono, purtroppo, anche i genitori. E quasi sempre sono il cattivo esempio della vicenda. Ma a volte accadono cose impreviste. E, si spera, esemplari. Carpenedolo, paese della Bassa Bresciana, a met strada con Mantova, palestra della scuola media di via Dante gremita in ogni ordine di posti (si dice cos, giusto?) per la partita del campionato Under 13 di basket maschile, girone “Bronze” Brescia 3. Di fronte l’Amico Basket Carpenedolo e la Negrini Pallacanestro Quintello 1996, ambizioni di classifica praticamente nulle, entusiasmo dei ragazzi in campo alle stelle. Under 13, quindi ragazzini del 2005. Alza la palla a due un miniarbitro alle prime armi, 13 anni pure lui, fresco fresco di corso, teso il giusto perch arbitrare dei coetanei complicato, soprattutto se la prima volta che lo fai. E poi accade quello che purtroppo accade spesso su quasi tutti i campi: al primo fischio, i primi insulti. Non dai giocatori, quelli le decisioni dell’arbitro le accettano. Ma dai genitori in tribuna: quelli che di basket sanno tutto. Quelli che vedono complotti arbitrali contro la squadra dei propri figli, solitamente fuoriclasse incompresi. Quelli che dovrebbero essere un esempio per chi sta in campo e invece sono spesso motivo di vergogna. Sono passi, non li hai visti?, di solito si comincia cos. Poi si arriva in breve tempo all’insulto personale, al vergognati, ma quanto ti pagano?.

La vicenda

Accade naturalmente anche domenica mattina nella palestra delle scuole medie di Carpenedolo, in questa partita poco memorabile di un girone poco memorabile di un campionato poco memorabile. I ragazzini in campo, condizionati dal clima sulle tribune, si innervosiscono: se lo dicono pap e mamma allora forse hanno ragione, gli avversari menano e l’arbitro non ci fischia niente a favore. Lui, il povero miniarbitro (13 anni, 13 anni!) vive tutto come un incubo, spera solo che finisca prima possibile e probabilmente penser: ma chi me l’ha fatto fare di essere qui?. Poi accade quello che non ti aspetti. Alla fine del terzo quarto, con la sua squadra avanti di 10 punti, l’allenatore dell’Amico Basket si avvicina alla tribuna e implora Ma vi rendete conto di che cosa sta succedendo? Noi qui in campo stiamo giocando a basket tutti insieme, ci lasciate fare ci che ci piace in santa pace? Potreste per cortesia smettere di insultarci?, ottenendo per tutta risposta un vergognati deficiente, non devi dire a noi quello che dobbiamo fare, e poi la tua squadra non gioca a basket ma a rugby. Marco Giazzi, oltre che essere l’allenatore, ama cos tanto questo sport da fare anche l’arbitro a livelli un po’ pi seri. Cos torna in campo, va dal suo piccolo collega e gli comunica: Ritiro la squadra.E chiederemo di perdere 0-20 a tavolino per abbandono del campo. Grazie per averci arbitrato e scusa per il comportamento dei genitori in tribuna. Loro, i genitori ultr, all’inizio non capiscono, poi non sanno pi con chi prendersela e bofonchiando abbandonano la palestra. Lui, l’allenatore che sceglie di perdere a tavolino una partita che stava vincendo, da perfetto educatore spiega ai ragazzi il perch della decisione e poi posta il resoconto della penosa vicenda sulla sua pagina Facebook, ricevendo una valanga di complimenti. Il miniarbitro si chieder se continuare la carriera oppure lasciare che i genitori ultr di cui sopra si lamentino perch la Federazione non ha abbastanza arbitri da mandare in giro per i campi. E i ragazzi valuteranno se lasciare i genitori a casa, per la prossima partita, per evitare nuovi imbarazzi. Perch i genitori ultr magari la lezione l’hanno capita, ma probabilmente la dimenticheranno gi dalla prossima palla a due.

21 gennaio 2019 (modifica il 21 gennaio 2019 | 13:52)

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