Basket, Cantù senza soldi e senza fortuna si arrende contro Pesaro


La crisi in campo e fuori. «La gente come noi non molla mai»: lo striscione esposto dai tifosi di Cantù sulle tribune del PalaDesio la dice lunga sulla situazione che il blocco delle aziende (e dei conti correnti) del proprietario russo Dmitry Gerasimenko ha creato in una delle più gloriose società del basket italiano. I soldi mancano e nemmeno dal campo arrivano buone notizie per la Red October, battuta in casa nel posticipo dalla VL Pesaro (altra nobile decaduta) per 87-90. Una partita buttata da una squadra che pur senza Tony Mitchell (rientrato negli Usa per un lutto familiare) ha giocato per l’onore e, magari, per convincere qualche munifico benefattore a intervenire e a mettere soldi nel club. Grande gelo iniziale, per i brianzoli, sotto 17-26 dopo il primo quarto, poi Gaines (26 punti per lui al termine) e Udanoh (24) hanno guidato il ribaltone. Sul più bello però (69-60 a metà del terzo quarto) Cantù si ferma, permettendo a Pesaro di riagguantare la partita. Decisivi sono Mccree (31 punti) e Blackmon (27), l’americano prestato ai marchigiani da Milano. E alla fine decide un fallo ingenuo di Davis su tiro da 3 punti di Blackmon. In classifica Pesaro e Cantù ora sono appaiate con 3 vittorie e 4 sconfitte.

Dominio, blackout e lucidità. I 3 sostantivi che hanno caratterizzato la prova di forza di Milano, vittoriosa per 84-81 a Venezia nello scontro al vertice e imbattuta dopo 7 giornate. Nel primo quarto l’Olimpia sembra di un’altra categoria e vola sul +20 cavalcando le triple di James (20 punti alla fine). La Reyer però non si arrende e inizia a erodere lo svantaggio senza farsi prendere dalla frenesia: Tonut e De Nicolao iniettano energia e la zona di De Raffaele mina le sicurezze dei campioni d’Italia che segnano solo 29 punti nei quarti centrali. Ripristinato l’equilibrio, i padroni di casa provano a mettere le mani sul match con uno straordinario Watt (15 dei suoi 24 punti nell’ultimo quarto) ma Bertans risponde creando i presupposti per la volata. Micov segna l’ultimo canestro, Tarczewski piazza la stoppa decisiva su De Nicolao a 15’’ dalla fine e le speranze di supplementare tramontano sugli errori di Haynes e Tonut.

L’Armani centra la settima vittoria in campionato ma Venezia esce comunque fortificata dalla prova caratteriale che l’ha portata a sfiorare il ribaltone. Nel terzetto al terzo posto ora c’è Avellino che domina sin dalle prime battute sul campo di Reggio Emilia e allunga a 4 la striscia positiva vincendo 91-75. Il monologo si materializza sin dal primo quarto in cui Green scrive 16 dei suoi 29 punti e fa volare gli irpini sul +22 che si rivela un gap incolmabile. La squadra di Cagnardi annaspa anche perché il capocannoniere del torneo Ledo realizza solo 11 punti con 5/16 su azione. Dopo 3 vittorie consecutive non cala invece il poker Cremona che fallisce l’aggancio a Venezia cedendo 79-82 in casa contro Varese. L’inizio choc della Vanoli condiziona tutta la partita: dopo 7 minuti l’Openjobmetis vola sul +19 (2-21) ma poi si fa rimontare e all’intervallo lungo è sopra solo di 1 (38-39). I biancorossi riallungano fino al +14 al 27’ e fino al +10 al 36’ ma non chiudono i conti fino all’ultimo minuto. Nel finale Ruzzier perde palla e agevola la fuga di Avramovic che a 37’’ dalla sirena scrive il canestro decisivo in contropiede prima del punto esclamativo di Moore in lunetta. Per Cremona 43 punti in due di Demps e Crawford mentre la squadra di Caja beneficia di un bottino da 38 punti e 20 rimbalzi dei due lunghi Archie e Cain.

Non riesce a rialzarsi la Fiat che lotta fino in fondo ma deve inchinarsi alla Virtus che la condanna al 4° ko consecutivo. La squadra di Sacripanti cavalca il talento di Aradori (mvp con 18 punti alla fine) e vola sul 22-7 ma poi si distrae in difesa e subisce la rimonta ospite. La gara viene decisa solo in volata: Tony Taylor piazza una delle sue 4 triple a 46’’ secondi dalla fine e illude Torino che si arrende sulla sirena quando Delfino sbaglia la tripla del possibile overtime. Finisce 82-79, per i bianconeri 16 punti di Punter mentre per i piemontesi i lampi più luminosi sono della coppia Poeta-Carr che confeziona 30 punti, 13 rimbalzi e 7 assist.

Continua anche la crisi di Brescia che a Brindisi colleziona la quarta sconfitta nelle ultime 5 giornate. Nonostante la prestazione di Vitali da 23 punti e 5/7 nelle triple la Leonessa fatica terribilmente in attacco e precipita nei due quarti centrali dove subisce un parziale di 48-28. La rimonta dell’ultimo periodo si spegne sul -5 (65-60) quando Rush scrive 3 dei suoi 13 punti. La squadra di Vitucci aggancia il treno del terzo posto grazie al quarto successo consecutivo firmato Wes Clark, autore di 10 punti e 8 assist. Il top scorer pugliese invece è Chappell con 14 punti. Clamoroso colpo esterno di Pistoia che al termine di una rimonta inebriante cancella lo zero in classifica vincendo a Sassari, contro il suo ex allenatore Esposito. La gara si contraddistingue subito per le altissime percentuali da una parte e dall’altra: la Dinamo si porta sul +13 nel terzo quarto e s’illude di poter gestire il finale senza patemi. I toscani però non mollano e infiocchettano il ribaltone a suon di triple (17 alla fine su 30 tentativi). I due fari dell’Oriora sono Dominique Jonhson, autore di 32 punti, e Pick che nel finale tocca quota 35 realizzando con grande freddezza i liberi determinanti. Terza sconfitta di fila per la squadra sarda a cui non bastano i 20 punti di Bamforth e la doppia doppia da 12 punti più 15 rimbalzi di Cooley.

19 novembre 2018 (modifica il 19 novembre 2018 | 22:33)

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