Barcellona, Coutinho gioca male per colpa della casa «stregata»


Gli abitanti di Castelldefels, paesino incastonato fra il mare e le montagne appena fuori Barcellona, non hanno dubbi: la casa di Philippe Coutinho porta sfortuna ed è per questo che lui gioca così male. Arrivato infatti dal Liverpool a gennaio del 2018 e pagato la cifra record di 160 milioni di euro, il brasiliano non è mai riuscito a incidere con la maglia catalana come ai tempi dei Reds.

«È incredibile che un brasiliano fatichi così tanto in un posto come Barcellona, dove ci sono 300 giorni di sole l’anno, ma che facesse invece faville a Liverpool, dove piove 300 giorni l’anno», ha detto alla Espn una fonte vicina al giocatore.

Ma a quanto pare il meteo non c’entra proprio niente, perché la colpa sarebbe della villa di Bellamar, che fra l’altro a Coutinho è stata trovata da Luis Suarez, suo ex compagno di squadra ai tempi di Anfield e ora nella formazione di Ernesto Valverde. E a confermare la maledizione immobiliare ci sarebbero alcuni inquietanti precedenti: acquistata infatti da Cesc Fabregas nel 2014, tempo poche settimane e lo spagnolo è stato venduto dal Barcellona al Chelsea e ha dovuto quindi lasciare la villa a Thomas Vermaelen, fresco arrivato in terra catalana, dove ha però fatto cilecca.

Quando poi il difensore belga è andato in prestito alla Roma nel 2016, a trasferirsi nella proprietà è stato Andre Gomes, acquistato dal Valencia per 40 milioni di euro ma passato al Camp Nou senza lasciare traccia (ora il portoghese è in prestito all’Everton). Ciliegina sulla torta, un mese dopo l’arrivo di Coutinho nella città catalana, la residenza è stata visitata dai ladri. Insomma, una casa davvero stregata. Ma basterà un trasloco a invertire la sfortuna di Coutinho o sarà necessario un cambiamento ancora più drastico quando in estate aprirà il mercato (dei calciatori, non quello immobiliare)?

3 aprile 2019 (modifica il 3 aprile 2019 | 17:56)

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