Autostrade, scoppia la guerra dei pedaggi tra governo e società


Le concessionarie autostradali fanno muro contro la rivoluzione nelle tariffe voluta dall’Autorit di regolazione dei trasporti. La consultazione pubblica avviata dall’Authority ha prodotto un coro quasi unanime di critiche, riassunte nel giudizio dell’Aiscat, l’associazione delle concessionarie, che contesta a monte il contenuto della delibera denunciando vizi di incompatibilit costituzionale e comunitarie e l’ incompetenza e carenza di potere dell’Autorit. Un quadro che ha portato la maggiore concessionaria, Autostrade per l’Italia, ad impugnare la delibera davanti al Tar. Ma il ministro dei trasporti e delle infrastrutture, Danilo Toninelli, ribatte con un tweet: L’Authority dei Trasporti ha il mandato, per legge, di rivedere le concessioni delle autostrade in essere nel momento in cui si rinnovano i piani finanziari. Aiscat difende extraprofitti e privilegi gestori privati. Noi lavoriamo per l’interesse pubblico.

Nel mirino delle societ autostradali, la delibera n. 16 dell’Autorit guidata da Andrea Camanzi, che consente di modificare le tariffe non solo per le nuove concessioni, ma anche per quelle in essere; introduce l’utilizzo del `price cap per tutti; introduce un articolato meccanismo di penalit/premi per la qualit dei servizi offerti. L’obiettivo, arrivare ad un unico sistema di determinazione dei pedaggi uguale per tutti, in un sistema che attualmente presenta 6 diversi criteri tariffari. Ma le concessionarie non ci stanno e stigmatizzano le modifiche dell’Autorit. Si tratta di una revisione unilaterale del sistema tariffario che viola le norme, attacca l’Aiscat, che ravvisa un altro profilo di grave illegittimit nell’ampliamento dell’ambito oggettivo di applicazione del nuovo sistema tariffario e accusa l’Autorit di aver ecceduto i limiti dei propri poteri consultivi. L’associazione delle concessionarie sceglie quindi di non formulare alcuna proposta di integrazione o modifica. Aspi (che invece presenta delle osservazioni ma precisando che questo non costituisce una condivisione), si spinta fino ad impugnare la delibera presso il Tar, contestando radicalmente la legittimit del perimetro di applicazione del nuovo sistema tariffario, criticando la carenza di potere dell’Art e ricordando che la propria convenzione gi prevede un sistema basato sul price cap.

Le tariffe Aspi sono gi oggi ampiamente sotto la media italiana e dell’Ue, precisa la societ in una nota successiva, assicurando che non si sottrarr ad un dialogo costruttivo. Ma le concessionarie sono quasi tutte allineate nel giudizio negativo sulla delibera: fatta eccezione per Strada dei Parchi e Concessioni autostradali lombarde (Cal), nei cui documenti non c’ critica alla delibera dell’Autorit, tutte le altre ravvisano criticit (sono 15 le societ – compresa Aiscat – che hanno presentato le proprie osservazioni, altre due arrivano da sindacati e consumatori), dalla A4 alla Milano-Serravalle, dalla Brebemi alla Pedemontana. Ora l’Autorit dei trasporti analizzer le osservazioni e il 28 giugno chiuder la procedura emanando la delibera definitiva che sar vincolante. Interpellata sua questione, l’Art non pu esprimere alcun commento, perch ci sono lavori in corso. Critiche all’Aiscat arrivano invece dai consumatori. Sbaglia mira!, afferma l’Unione consumatori, ricordando che il decreto Genova a dare all’Autorit il potere di determinare il sistema tariffario. Mentre per il Codacons quello dei pedaggi un falso problema, il nodo verificare come i gestori usano quei soldi, visto che ancora troppo poco si fa sulla sicurezza.


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