Autostrade, rischio rincari al casello Il giallo sull’aumento dei pedaggi


Ennesimo balletto di rincari ai caselli autostradali a partire dal 1 gennaio oppure verranno sterilizzati come ha appena rilevato con una nota il ministero delle Infrastrutture guidato da Danilo Toninelli dopo un articolo del Fatto Quotidiano? Mancano pochi giorni al nuovo anno. E tra gli aumenti di ogni primo dell’anno c’ sempre quello ai caselli autostradali. La decisione reca abitualmente la firma di due ministeri, il Tesoro e i Trasporti appunto, che decidono l’aumento dei prezzi dopo aver visionato i piani economico-finanziari delle societa concessionarie. Stavolta per sar un bel banco di prova per il governo perch per la prima volta ci sono i Cinque Stelle nella stanza dei bottoni e ai Trasporti c’ proprio Toninelli che ha dichiarato guerra ad Autostrade per l’Italia dopo la tragedia del ponte di Genova chiedendo la revoca della concessione sui 3mila chilometri di tratte in gestione.

Recentemente un articolo del Fatto Quotidiano ha segnalato come anche quest’anno saranno previsti i soliti aumenti al casello: per Autostrade dello 0,81% rispetto all’anno precedente. Ma il governo ha smentito sostenendo si tratti di una cifra, come quella relativa agli aumenti disposti dagli altri gestori, relativa soltanto al “momento di avvio dell’istruttoria” del ministero sul dossier autostrade. Insomma, “successive azioni” nel senso di un blocco dell’aumento delle tariffe dei pedaggi autostradali non sarebbero assolutamente pregiudicate e sarebbero allo studio dello stesso ministero. Ci che certo che anche nel 2014 il governo Letta tent di bloccare i rincari.

Il dicastero dei trasporti blocc per decreto gli adeguamenti tariffari. Ottenne di tutta risposta una sfilza di ricorsi da parte delle Concessionarie, infastidite dai mancati rincari al casello. Nella gran parte dei contenziosi lo Stato ha perso nei tribunali amministrativi (Tar e Consiglio di Stato) perch le convenzioni firmate negli anni Duemila sono spesso capestro: mettono in una chiara posizione di vantaggio i gestori privati a danno dello Stato (per questo c’ un’indagine in corso della Corte dei Conti), degli automobilisti e degli autotrasportatori. Un caso-scuola quello della A24, Roma-l’Aquila, gestito dal gruppo Toto, che nel 2017 ha ottenuto anche il riconoscimento dei mancati rincari innalzando del 10% il conto al casello. Un salasso per chi da Roma va in Abruzzo, tra le polemiche infinite, interrogazioni parlamentari, associazioni di consumatori in perenne contrapposizione e gli enti locali a denunciarne il costo per la collettivit.

I gestori ritengono spesso di dover spuntare di pi di quanto hanno ottenuto ogni primo dell’anno, nonostante i piani economico-finanziari (i documenti che registrano l’entit degli investimenti delle societ, uno dei parametri chiave per la loro remunerazione) siano stati de-secretati solo quest’estate dopo anni di silenzio e mancata trasparenza. Nonostante il tasso di inflazione — una delle altre variabili prese in considerazione — in questi ultimi anni sia stata asfittico, considerazione che avrebbe dovuto fermare che i rincari al casello crescessero.

25 dicembre 2018 (modifica il 25 dicembre 2018 | 15:21)

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