Asili nido e aiuti alle famiglie: ci sono i fondi ma non vengono utilizzati


Precariet del lavoro, reddito basso, mancanza di strutture per l’infanzia, scarsi congedi parentali, assenza di flessibilit negli orari di lavoro. Sono questi, i principali motivi che spingono sempre pi coppie a rimandare il progetto famiglia e far aumentare quella che lo storico francese Pierre Chaunu defin la peste bianca: il declino demografico. di oggi l’ennesimo allarme dell’Istat che parla di 15 mila nascite in meno nel 2017. Ma l’Italia, com’ noto, anche uno dei Paesi che spende meno in Europa per le politiche familiari. E cos, considerando le generazioni, il numero medio di figli per donna decresce senza soluzione di continuit.

I fondi per sostenere le politiche per la famiglia sono spesso pochi. Ma succede anche che, quando ci sono, non vengono neanche riscossi dalle Regioni. il caso della Basilicata ma anche (per qualche tempo) di Campania e Lazio che hanno lasciato al governo pi di due milioni e mezzo di euro disponibili per queste finalit senza mai riscuoterli. Come si legge nel rapporto di monitoraggio, disponibile sul sito del ministro per la famiglia Lorenzo Fontana. Nel triennio 2014/2016, il Dipartimento per le politiche della famiglia ha destinato, con tre diverse intese, 17 milioni e 500 mila euro per lo sviluppo di servizi e/o interventi a favore dell’infanzia e delle famiglie cui si aggiunto il cofinanziamento da parte delle Regioni pari al 20% del finanziamento assegnato, anche attraverso la valorizzazione di risorse umane. Le risorse statali sono state tutte impegnate dal Dipartimento, ma non sono state tutte erogate. Come mai? Perch c’ chi non ne ha mai fatto richiesta. il caso della Basilicata ad esempio, che ha cos perso, dopo innumerevoli solleciti secondo alcune fonti al ministero, pi di 150 mila euro di risorse da destinare alle politiche familiari. Ma successo, per qualche tempo, anche a Lazio e Campania, come si spiega nel rapporto.

Le procedure per l’erogazione dei finanziamenti — si precisa —prevedono che le Regioni ne facciano richiesta al Dipartimento, programmandone preventivamente la destinazione con atti regionali, d’intesa con le autonomie locali. Ma la Basilicata non lo ha mai fatto. Al 30 giugno 2017 erano rimasti inevasi un totale di due milioni e mezzo di euro, compresi quelli di Campania e Lazio (rispettivamente un milione e mezzo e due milioni e mezzo per gli anni 2015 e 2016). Dopo numerosi solleciti per, sia la Campania che il Lazio hanno presentato i loro progetti accedendo quindi alle risorse. La Campania, per i fondi del 2015, ha presentato la documentazione nel 2017. Stessa lentezza anche per il Lazio. Il che sottolinea quanto spesso, da parte della politica, il tema non viene considerato prioritario. Eppure meno nascite ci sono in un paese, pi diminuisce la popolazione , pi aumenta l’et media della forza lavoro, con costi che si ripercuotono su tutta la collettivit. Compresi i giovani, costretti a sostenere il peso economico e previdenziale di quella parte (crescente) di popolazione che invecchia e vive pi a lungo.

28 novembre 2018 (modifica il 29 novembre 2018 | 16:34)

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