Arturo, c’è ancora il giallo del quarto minorenne –


Resta l’anello mancante del caso Arturo. Il quarto nome,
l’ultimo componente del branco di via Foria, quella sorta di
babygang che stava per uccidere uno studente di 17 anni. È
il più piccolo del gruppo, si chiama C.T., ha legami di
parentela con soggetti in odore di camorra (cosa abbastanza comune
in una zona come il rione Sanità), ed è indicato come
quello che ha materialmente sferrato le coltellate al collo e al
torace di Arturo. Non è processabile, in quanto è un
under 14, ma rischia di essere affidato ai servizi sociali, se su
di lui venissero confermate le indagini della Procura dei minori.
Rischia di essere tolto alla famiglia di origine, se le accuse che
gli vengono mosse venissero confermate dalle nuove verifiche messe
in moto dalla Procura dei minori. Strana posizione quella di C.T.,
il più piccolo di tutti.

È lui ad aver riaperto il caso Arturo, grazie alle indagini
della penalista Carla Maruzzelli, che ha avuto il merito di
indicare una possibile strada alternativa alle prime conclusioni
della Procura, facendo un gesto elementare nel suo genere. Decisiva
è stata infatti la consegna del cellulare del 12enne, con
tanto di perizia di parte sulla rete di contatti intrecciati
dall’indagato in quel maledetto lunedì pomeriggio. Era
il 18 dicembre di un anno fa quando, secondo le conclusioni
difensive, il ragazzino avrebbe organizzato una partita di calcio
alla quale teneva molto.

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Domenica 11 Novembre 2018, 10:07
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